un giorno come un altro nel mondo di qwas, 21 marzo 2006
vivo una vita fatta di piccole cose: una piccola riparazione, un piatto che mi da soddisfazione cucinare, una passeggiata, un sorriso scambiato con un passante.
non viene naturale scrivere delle piccole cose.
non a me, almeno
cmq va tutto bene e sono felice.
sommersa da piccole cose nelle quali non sempre galleggio, ma felice.
immagini rubate al mondo di qwas, 5 febbraio 2006
non ho ancora deciso come strutturare queste pagine, ne' come organizzarle.
non so se riciclare lo script del vecchio blog o farne uno nuovo.
non so nemmeno se voglio includerci immagini o se mettero' le foto in un'altra pagina.
nel frattempo, pero', ho uploadato quelcuno degli ultimi scatti su flickr.
uno scorcio su scatolandia, 14 gennaio 2006
uno crede di averci fatto il callo, a viverci negli scatoloni
e invece no.
e peggiorera'.
uno scorcio su qwas, addi' 7 gennaio 2006
lentezza e' la parola che meglio caratterizza questo letargo invernale.
complici un cambiamento di provider e l'installazione di un diverso sistema operativo, anche la vita digitale e' rallentata.
manca photoshop, e comunque nessuno qui ha voglia di fare fotografare brigare editare.
c'e' piu' voglia di toccare, di fare cose che si possano saggiare con le mani e non solo vedere da dietro uno schermo.
piccola scossa dopo piccola scossa, qwaslandia cerca di assestarsi senza inchiodarsi, di cambiare senza grattare la marcia,
di muoversi il meglio che puo' con il poco carburante che c'e'.
piano piano a qwas si spostano cose.
si prova a metterle altrove.
si pensa a cosa fare in genere e anche a cosa fare SE.
se.
quel se che da brividi di gioia poi di paura e poi di fastidio e talvolta tutti assieme.
quel se che rotola sui dubbi e inciampa sui come? e sui quando? e sui ma davvero?!.
mentre la neve ancora ricopre parte della citta', dalle finestre di q. si intravedono mondi molto vicini molto lontani.
neri, disordinati, senza zucchero, rosa, secreti, speranzosi, traslocanti, eremiti, ritornati, filtrati.
in ognuno di essi un anno e' finito con grandi cambiamenti e un altro sembra partire gia' poco in sordina.
prima di tornare nella tana, volevo dire grazie e anche auguri.
uno scorcio su qwas, primo gennaio 2006
lentamente sto portando avanti i singoli piccoli progetti che inizieranno a riempire pian piano queste pagine.
un primo progetto si chiama "the checkwitch project" e partira' non appena finiro' la parte dinamica.
con calma, eh, che mica fa male stare un po' lontani dal terminale ;-P
uno scorcio su qwas, nove dicembre 2005
e' notte. la stanza e' buia, il computer e' acceso, il monitor illuminato.
qualcosa cattura la tua attenzione e ti soffermi a leggere una frase, o a guardare un'immagine.
magari in questi 1024x768=786432 pixel intravedi l'ombra di una persona che passa, ride, cucina.
e' come sbirciare in una finestra.
non so se tu sia mai stato in olanda di questa stagione che sta a cavallo del solstizio di inverno.
non so se tu abbia mai visto le case e i giardini illuminarsi a giorno al calar della sera, le facciate sbriluccicose e quelle enormi finestre decorate che si accendono tendoprive su salotti e cucine da casa di bambola
col crepuscolo, quando i contorni si confondono e tutti i gatti sono bigi, il mondo esterno viene mangiato dal buio e ogni finestra che da su una casa viva si trasforma in un portale; uno dei tanti che ti trasportano per un attimo in mille mondi diversi nei quali tu, un passante curioso che cerca di non sembrare maleducato, finisci spesso affacciarti anche solo quel secondo o millimetro in piu' che ti serve per.
mondi separati dal tuo da una trasparente ma impenetrabile lastra di vetro
come le isole nella rete, quelle a cui attracchi per pochi minuti nell'incessante navigare sul web.
la stanza e' buia, ma la lampada ti permette di intravedere un angolo di casa imputtanata e me che mi gratto l'orecchio interno sopra un libro o davanti al monitor; il vicino passa sul ballatoio e non riesce a fare a meno di buttare l'occhio, non ci riesce mai.
ma anche lui non coglie che frammenti e ombre di quello che accade al di qua del vetro: io sono ben piu' dell'impronta che lascio in quei pochi secondi in qualche angolo della sua retina. di rifleso, anche la sagoma che scorgo a camminare al di la' del vetro quando distrattamente alzo gli occhi dal libro e' molto piu' di quello che vedo.
l'apertura ha in se stessa il il suo limite: questi che cogli non sono che scorci.
scorci di un mondo intravisto dietro a una lastra di vetro retroilluminata.