01 febbraio 2007

categoria:
ricette

tag:
indonesia
comfort food

porridge indonesiano

caldo, moderatamente dolce e al sapore di casa

ho gia' scritto altrove del mio amore per i porridge ma chi mi conosce sa che tendo spesso a ripetermi spesso ;-P

oggi parliamo di indonesia e di bubur, un piatto leggero e caldo che viene mangiato per colazione, dopo il lavoro o per rompere il digiuno durante il ramadan (la maggior parte della popolazione indonesiana e' musulmana)

la parola bubur copre un area semantica piuttosto vasta comprendente le farinate, i semolini, le polentine e il passato di legumi.. in pratica indica tutte quelle pietanze calde e minestriformi che hanno come ingrediente pricipale riso, tuberi o legumi (interi, spezzati o in farina) cotti in una qualche forma di liquido (solitamente acqua, brodo di pollo o latte di cocco) e poi conditi con qualcosa di dolce (cocco, sciroppo di zucchero di palma) o una punta di salato (un poco di verdure o tofu o pesce fermentati, gamberetti secchi, cipollotti, nuvole di drago, scalogni fritti).

quello che ho fatto stamattina per colazione e' abbastanza veloce e semplice da preparare e richiede tre ingredienti: tepung beras o farina di riso, santan o latte di cocco e gula merah o zucchero di palma. il tutto viene poi eventualmente insaporito con l'odore delle foglie di pandano.

la GBP, che si e' alzata qualche ora dopo, ha mangiato la sua parte (solidificata e poi riscaldata al microonde) insieme alla sua tazza di caffe' java e ha detto che era buono anche cosi' :-)

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qualche nota sugli ingredienti:

grazie all'esistenza dei celiaci la farina di riso si trova ora facilmente al supermercato italiano, ma se state pensando di comprarla in un negozio asiatico per spendere meno fate attenzione e prendete la farina di riso normale, non quella di riso dolce o glutinoso ;-P

il latte di cocco volendo lo si puo' fare in casa, ma e' una tale sfaticata ;-) se comprate quello in scatola, la variante piu' adatta a questa preparazione e' quella da dessert (solitamente e' piu' densa e saporita di quella da cucina), se invece usate quello in polvere usate le istruzioni per fare una thick coconut milk :-)

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lo zucchero di palma invece e' una specialita' tipica del sudest asiatico ed e' tratto dal succo dolciastro del bocciolo del fiore della palma da cocco che viene poi ristretto e lasciato solidificare in forme di canna di bambu'; si compra sia in blocchi cilindrici che gia' grattugiato e/o semolato e dovrebbe essere reperibile anche qui in italia, visto che l'ho trovato tra gli ingredienti di molte ricette scritte nella nostra lingua. qualora non lo si trovasse, lo si puo' sostituire con lo jaggery indiano o con lo zucchero di canna grezzo tipo rapadura o muscovado.

per finire, il tutto si puo' insaporire con il pandano, una specie di "palmetta" le cui foglie hanno un aroma delicato che per la cucina del sud-est asiatico rappresenta il corrispettivo della nostra vaniglia. le foglie di pandano hanno un blando effetto colorante e si possono talvolta trovare fresche e a poco prezzo nei negozi di alimentari che servono la comunita' indiana, cingalese o filippina; si possono sostituire con il piu' comune concentrato o con l'estratto di pandano in boccetta, che si trovano facilmente anche nei normali negozi asiatici ma hanno un gusto piu' sintetico (d'oh) e tendono a contenere anche una buona dose di colorante verde.


una curiosita':
in indonesiano, il proverbio "e' inutile piangere sul latte versato" si traduce piu' o meno on un "che vuoi farci? il riso (ormai) e' diventato bubur..."
bubur sumsum

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