ricotta di soia 2.0 (per sughi e ripieni)
esperimenti autarchici
a casa di vera si discute di ricotta di soia: si fa solo con il latte filtrato o si utilizza anche la polpa di soia/okara?
per tagliare la testa al torero ho provato a farla versando nel pentolone di maga mago':
ho poi lasciato sobbollire il filtro della strega per 10/15 minuti per assicurarmi che la polpa/okara fosse ben cotta e poi, dopo aver ridotto il fuoco al minimo, ho aggiunto un cicinin di aceto di mele all'intruglione e ho lasciato pappoliare il tutto finche' non si sono formati dei fiocchi e il siero non e' diventato completamente trasparente.
a quel punto ho filtrato l'ambaradan versandolo in un colino ricoperto di garza e, una volta scolato il liquido, ho sciacquato il tutto mescolandolo sotto un filo di acqua corrente (questo per togliere quel poco di gusto di aceto residuo) e ho lasciato sgocciolare la cagliata.
una volta completata la sgocciolatura nel colino rimane un composto denso, cremoso e al contempo granuloso che puo' essere ulteriormente strizzato senza per questo "solidificarsi" in un monoblocco come il tofu.
ho provato a usarlo per farcire le torte salate, nelle lasagne e nel sugo di pomodoro per sostituire la ricotta.
le mie conclusioni?
d'ora in poi, quando dovro' fare un ripeno, invece del tofu faro' questa specie di ricotta qui
quando invece vorro' una formaggella da mangiare cruda o a se' stante o una base per qualche crema spalmabile continuero' a fare il tofu nel modo classico decidendo di volta in volta se pressarlo o meno.
per tagliare la testa al torero ho provato a farla versando nel pentolone di maga mago':
- sia un batch di latte di soia
- che l'okara residua (quella che esce dalla mia macchina e' particolarmente adatta perche' viene fine fine fine come una semola)
ho poi lasciato sobbollire il filtro della strega per 10/15 minuti per assicurarmi che la polpa/okara fosse ben cotta e poi, dopo aver ridotto il fuoco al minimo, ho aggiunto un cicinin di aceto di mele all'intruglione e ho lasciato pappoliare il tutto finche' non si sono formati dei fiocchi e il siero non e' diventato completamente trasparente.
a quel punto ho filtrato l'ambaradan versandolo in un colino ricoperto di garza e, una volta scolato il liquido, ho sciacquato il tutto mescolandolo sotto un filo di acqua corrente (questo per togliere quel poco di gusto di aceto residuo) e ho lasciato sgocciolare la cagliata.
una volta completata la sgocciolatura nel colino rimane un composto denso, cremoso e al contempo granuloso che puo' essere ulteriormente strizzato senza per questo "solidificarsi" in un monoblocco come il tofu.
ho provato a usarlo per farcire le torte salate, nelle lasagne e nel sugo di pomodoro per sostituire la ricotta.
le mie conclusioni?
d'ora in poi, quando dovro' fare un ripeno, invece del tofu faro' questa specie di ricotta qui
- perche' ne viene di piu';
- per evitarmi l'incubo di come smaltire l'okara;
- perche' mi piace la consistenza.
quando invece vorro' una formaggella da mangiare cruda o a se' stante o una base per qualche crema spalmabile continuero' a fare il tofu nel modo classico decidendo di volta in volta se pressarlo o meno.
il sugo di funghi e ricotta con cui oggi ho condito la pasta
tagliare a dadini una piccola cipolla, mezza carota e mezza manciata di funghi secchi precedentemente messi in ammollo.
scaldare una dose non troppo avara di olio d'oliva e soffriggere cipolla e carota finche' non si sono un poco ammorbidite; unire i funghi e alzare un pochino il fuoco in modo che l'olio prenda sapore.
quando il soffritto sara' bello saporito, amalgamare la "ricotta", spolverare con un poco di pepe, lasciar soffriggere un attimo e poi aggiungere passata di pomodoro a piacere. qualora la ricotta fosse molto asciutta e/o il sugo fosse troppo denso, allungare con l'acqua di ammollo dei funghi.
(questo sugo sta davvero bene con la pasta di mais)
