e mori' con un falafel in gola
per dimostrare di nuovo che quando k. e' in casa NON si mangia dietetico :-)
i falafel sono uno dei miei cibicoccola preferiti, e anche qui ormai ci sono un po' di posti che li fanno niente male; quelli migliori si mangiano spesso sulla pizza, nell'ormai stradiffusa "focaccia egiziana".
purtroppo pero', a milano, il falafel come junkfood (inteso come panino da passeggio coi falafel) e' raramente all'altezza della pizza: il problema e' che, eccetto forse per il mido (milano, via pietro custodi 4, tel. 02 8375249) , le polpette non vengono fritte sul momento ma preparate in anticipo e poi riscaldate; quando va bene vengono scaldate al forno (come presso la catena ok pizza, dove per 2 euro il panino e' gia' preassemblato e l'unica customizzazione possibile e' la salsa piccante), ma la maggior parte dei posti scalda i falafel al microonde prima di metterli nel panino uccidendone la croccantezza.
il che non sarebbe neppure cosi' male se non scaldassero al microonde anche la pita :-(
il che non sarebbe poi cosi' male se avessero piu' spesso la tahina o qualche altra alternativa vegana alla salsa di yogurt :-/
il che non sarebbe poi cosi' male se nel panino ci mettessero qualcos'altro oltre a due fette di pomodoro, due tocchi di cipolla cruda e talvolta un poco di insalata.
il falafel milanese, insomma, e' triste anche quando non e' male.
i falafel del mio cuore invece sono quelli di maoz (albertcuypstraat, amsterdam) dove per 3.50 euri si comprano 5 falafel fritti sul momento appoggiati in un pane pitta bianco o integrale scaldato per induzione che poi si puo' riempire ad oltranza con tutte le verdure e le salse del buffet. magari mentre si mangiucchiano delle patatine fritte vere nel cartoccio.
eppoi un'altra "pecca" di milano, e' che i falafel che si trovano qui sono principalmente quelli turchi o quelli egiziani, che spesso hanno dentro le fave.
non che non mi piacciano anche cosi', ma i falafel che sanno di casa, per me che ho passato cosi' tanto tempo ad amsterdam, sono quelli israeliani fatti di soli ceci (trivia: pare che il falafel di puro cece sia diventato il falafel nazionale israeliano per "motivi di sicurezza" perche' il favismo e' molto diffuso tra gli ebrei di origine curda e irachena)
cosi', quando ho voglia di falafel che sanno di casa e tempo da buttare me li faccio :-)
non ci vuole poi molto, solo dei ceci secchi, del prezzemolo e, se non si possiede un mixer, una buona mezzaluna e un po' di pazienza.
oppure un tritatutto come quello che si intravede nella foto piu' sfocata del mondo, che poi e' quello che la mia mamma usava per farmi le pappe e gli omogenizzati quando ero piccola, visto ero allergica a quelli preconfezionati :-D
il buon vecchio moulinex trita meno di un bicchiere scarso di roba per volta, ma dopo trent'anni funziona ancora :-)
adesso che l'impasto per i falafel e' pronto per la frittura e ci sono gia' delle scorte impolpettate per il freezer, manca solo il pane adatto :-)
purtroppo pero', a milano, il falafel come junkfood (inteso come panino da passeggio coi falafel) e' raramente all'altezza della pizza: il problema e' che, eccetto forse per il mido (milano, via pietro custodi 4, tel. 02 8375249) , le polpette non vengono fritte sul momento ma preparate in anticipo e poi riscaldate; quando va bene vengono scaldate al forno (come presso la catena ok pizza, dove per 2 euro il panino e' gia' preassemblato e l'unica customizzazione possibile e' la salsa piccante), ma la maggior parte dei posti scalda i falafel al microonde prima di metterli nel panino uccidendone la croccantezza.
il che non sarebbe neppure cosi' male se non scaldassero al microonde anche la pita :-(
il che non sarebbe poi cosi' male se avessero piu' spesso la tahina o qualche altra alternativa vegana alla salsa di yogurt :-/
il che non sarebbe poi cosi' male se nel panino ci mettessero qualcos'altro oltre a due fette di pomodoro, due tocchi di cipolla cruda e talvolta un poco di insalata.
il falafel milanese, insomma, e' triste anche quando non e' male.
i falafel del mio cuore invece sono quelli di maoz (albertcuypstraat, amsterdam) dove per 3.50 euri si comprano 5 falafel fritti sul momento appoggiati in un pane pitta bianco o integrale scaldato per induzione che poi si puo' riempire ad oltranza con tutte le verdure e le salse del buffet. magari mentre si mangiucchiano delle patatine fritte vere nel cartoccio.
eppoi un'altra "pecca" di milano, e' che i falafel che si trovano qui sono principalmente quelli turchi o quelli egiziani, che spesso hanno dentro le fave.
non che non mi piacciano anche cosi', ma i falafel che sanno di casa, per me che ho passato cosi' tanto tempo ad amsterdam, sono quelli israeliani fatti di soli ceci (trivia: pare che il falafel di puro cece sia diventato il falafel nazionale israeliano per "motivi di sicurezza" perche' il favismo e' molto diffuso tra gli ebrei di origine curda e irachena)
cosi', quando ho voglia di falafel che sanno di casa e tempo da buttare me li faccio :-)
non ci vuole poi molto, solo dei ceci secchi, del prezzemolo e, se non si possiede un mixer, una buona mezzaluna e un po' di pazienza.
oppure un tritatutto come quello che si intravede nella foto piu' sfocata del mondo, che poi e' quello che la mia mamma usava per farmi le pappe e gli omogenizzati quando ero piccola, visto ero allergica a quelli preconfezionati :-D
il buon vecchio moulinex trita meno di un bicchiere scarso di roba per volta, ma dopo trent'anni funziona ancora :-)
adesso che l'impasto per i falafel e' pronto per la frittura e ci sono gia' delle scorte impolpettate per il freezer, manca solo il pane adatto :-)




