02 settembre 2006

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ricette

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ghetto ricette
polpette
comfort food

e mori' con un falafel in gola

per dimostrare di nuovo che quando k. e' in casa NON si mangia dietetico :-)

i falafel sono uno dei miei cibicoccola preferiti, e anche qui ormai ci sono un po' di posti che li fanno niente male; quelli migliori si mangiano spesso sulla pizza, nell'ormai stradiffusa "focaccia egiziana".

purtroppo pero', a milano, il falafel come junkfood (inteso come panino da passeggio coi falafel) e' raramente all'altezza della pizza: il problema e' che, eccetto forse per il mido (milano, via pietro custodi 4, tel. 02 8375249) , le polpette non vengono fritte sul momento ma preparate in anticipo e poi riscaldate; quando va bene vengono scaldate al forno (come presso la catena ok pizza, dove per 2 euro il panino e' gia' preassemblato e l'unica customizzazione possibile e' la salsa piccante), ma la maggior parte dei posti scalda i falafel al microonde prima di metterli nel panino uccidendone la croccantezza.

il che non sarebbe neppure cosi' male se non scaldassero al microonde anche la pita :-(
il che non sarebbe poi cosi' male se avessero piu' spesso la tahina o qualche altra alternativa vegana alla salsa di yogurt :-/
il che non sarebbe poi cosi' male se nel panino ci mettessero qualcos'altro oltre a due fette di pomodoro, due tocchi di cipolla cruda e talvolta un poco di insalata.

il falafel milanese, insomma, e' triste anche quando non e' male.

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i falafel del mio cuore invece sono quelli di maoz (albertcuypstraat, amsterdam) dove per 3.50 euri si comprano 5 falafel fritti sul momento appoggiati in un pane pitta bianco o integrale scaldato per induzione che poi si puo' riempire ad oltranza con tutte le verdure e le salse del buffet. magari mentre si mangiucchiano delle patatine fritte vere nel cartoccio.

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eppoi un'altra "pecca" di milano, e' che i falafel che si trovano qui sono principalmente quelli turchi o quelli egiziani, che spesso hanno dentro le fave.

non che non mi piacciano anche cosi', ma i falafel che sanno di casa, per me che ho passato cosi' tanto tempo ad amsterdam, sono quelli israeliani fatti di soli ceci (trivia: pare che il falafel di puro cece sia diventato il falafel nazionale israeliano per "motivi di sicurezza" perche' il favismo e' molto diffuso tra gli ebrei di origine curda e irachena)

cosi', quando ho voglia di falafel che sanno di casa e tempo da buttare me li faccio :-)
non ci vuole poi molto, solo dei ceci secchi, del prezzemolo e, se non si possiede un mixer, una buona mezzaluna e un po' di pazienza.

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oppure un tritatutto come quello che si intravede nella foto piu' sfocata del mondo, che poi e' quello che la mia mamma usava per farmi le pappe e gli omogenizzati quando ero piccola, visto ero allergica a quelli preconfezionati :-D
il buon vecchio moulinex trita meno di un bicchiere scarso di roba per volta, ma dopo trent'anni funziona ancora :-)

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adesso che l'impasto per i falafel e' pronto per la frittura e ci sono gia' delle scorte impolpettate per il freezer, manca solo il pane adatto :-)
24 luglio 2006

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ricette

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okara
ghetto ricette
polpette
tutto fa brodo

crokarette scacciapensieri alla mediterranea

vorrei tanto andare in vacanza

mi scoccia sprecare il cibo, ma ogni volta che la GBP va via (beato lui che se n'e' andato in montagna) tutto il contenuto del frigorifero decide improvvisamente di avere un irrefrenabile desiderio di decomporsi :-[

ergo: tocca tenersi distratti inventando modi interessanti per far fuori alimenti moribondi ed avanzi. e poi mangiarseli :-]

inoltre, per quanto io non impazzisca per essa, mi sono imposta di utilizzare l'okara che accompagna le mie continue produzioni di tofu prima che vada a male (che con sto clima significa un quarto d'ora dopo essere arrivata a temperatura ambiente :-/)

cosa farne dunque a parte a ficcarla nell'impasto del pane o nei biscotti?

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ringrazio quindi il provvidenziale forum di eGullet sezione japan per avermi fatto conoscere l'esistenza degli okara corokke (in italiano, banalmente, crocche' di okara) :-)

sono troppo pigra per scrivere una ricetta vera e propria, ma ho fatto le mie crokarette alla mediterranea saltando per qualche minuto l'okara in un soffritto di aglio capperi e olive di gaeta, aggiungendo poi qualche pomodoro secco sott'olio del papa' (tritato molto grossolanamente) e una abbondante dose di origano sale e pepe. ho poi aggiunto farina di ceci sufficiente a rendere l'impasto polpettabile, l'ho lasciato raffreddare un poco, ho formatto delle crocchette, le ho rotolate di nuovo nella farina di ceci, poi nel latte di soia e infine in un'impanatura fatta di germe di grano e cornflakes spatasciati.

ah, ovviamamente le ho fritte, che scalda meno che accendere il forno :-)


(incredibilmente) mi son piaciute.
cioe', ne' secche ne' moscie ne' puzzose ne' insipide.
cioe', sono riuscita a mangiare con piacere qualcosa che quando va bene mi e' indifferente e quando va male mi fa proprio schifo.
cioe'.
e la panatura era uno sballo :-P

la prossima volta che mi trovo il frigo pieno di okara e la scatola cranica piena di pensieri da scacciare sperimento con altri gusti :-]