27 dicembre 2006

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chiacchericcio

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autarchia
tutto fa brodo

chiamatemi pure braccino corto

esperimenti nell'arte di evitare gli sprechi

io *odio* sprecare le cose. quando pulisco le verdure, per esempio, cerco sempre di trovare qualche modo creativo per riciclare gli scarti.

purtroppo nel mio quartiere non si fa la raccolta differenziata dell'umido, e vivendo in uno stupido appartamento privo di orto non ho modo di usarli per il compostaggio :-/
quando mi ricordo di farlo pero' seguo un consiglio che ho trovato su un libro di cucina zen: man mano che si cucina raccogliere tutti gli scarti delle preparazioni (gambi di funghi, pezzi di verdura avanzati dai tagli decorativi, alcune bucce, i fondi etc) e accumularli in un bel contenitore nel freezer, e poi usarli come base per un brodo vegetale o un passato di verdure.

altre cose? beh, ci sono cose che buttiamo via e poi ricompriamo sottoforma di tisana o liquore o whatever.

per esempio i piccioli di ciliegia che ci vendono come drenante linfatico contro la cellulite e la ritenzione idrica.

o la polpa avanzata quando si centrifuga la pera: guardando i succhi commerciali ho constatato che molti di questi non sono che acqua, polpa di pera e zucchero. e infatti, anche se aggiungendo acqua alla polpa di pera si ottiene inizialmente solo una pappa insipida, lasciandola riposare in frigo per una giornata riprende miracolosamente sapore.

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una verdura che mi crea sempre enormi scrupoli etici e' il carciofo: per farlo crudo in insalata ne butto via mezzo, ma anche se lo faccio stufato finisco per scartare un sacco di foglie; che farne dq?

  • idea uno, il condimento
    cuocere gli scarti in poca acqua salata (magari aggiungendo un poco di olio prezzemolo, aglio e due olive nere), passarli al passaverdura e surgelare la purea cosi' ottenuta nel coso per fare i cubetti del ghiaccio. usarla poi come insaporitore olografico d'emergenza per una spaghettata veloce o un risotto dell'ultimo minuto (se si usa il minipimer e' necessario passare il composto al setaccio per eliminare la parte fibrosa)

  • idea due, la cremina
    idem come sopra ma usando un poco piu' d'acqua, una patata (o dei fiocchi di cereali) e un dado vegetale in fase di cottura: si ottiene cosi' una cremina da servire calda come "zuppetta" o fredda coma crema da crostino

  • idea tre, infusi e decotti
    lavare e asciugare bene i petali scartati e tagliarli grossolanamente.
    sottoforma di decotto sono utili per lavare le pelli impure e come risciacquo rafforzante per i capelli, e si possono usare in infusione per un effetto disintossicante (non sono efficaci come le foglie, ma sono comunque utili per purificare le vie epatobiliari e fanno bene a chi ha problemi di colesterolo)
    se non si prevede di usarli immediatamente, lasciarli seccare e riporli poi in un barattolo di vetro.
24 luglio 2006

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ricette

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okara
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polpette
tutto fa brodo

crokarette scacciapensieri alla mediterranea

vorrei tanto andare in vacanza

mi scoccia sprecare il cibo, ma ogni volta che la GBP va via (beato lui che se n'e' andato in montagna) tutto il contenuto del frigorifero decide improvvisamente di avere un irrefrenabile desiderio di decomporsi :-[

ergo: tocca tenersi distratti inventando modi interessanti per far fuori alimenti moribondi ed avanzi. e poi mangiarseli :-]

inoltre, per quanto io non impazzisca per essa, mi sono imposta di utilizzare l'okara che accompagna le mie continue produzioni di tofu prima che vada a male (che con sto clima significa un quarto d'ora dopo essere arrivata a temperatura ambiente :-/)

cosa farne dunque a parte a ficcarla nell'impasto del pane o nei biscotti?

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ringrazio quindi il provvidenziale forum di eGullet sezione japan per avermi fatto conoscere l'esistenza degli okara corokke (in italiano, banalmente, crocche' di okara) :-)

sono troppo pigra per scrivere una ricetta vera e propria, ma ho fatto le mie crokarette alla mediterranea saltando per qualche minuto l'okara in un soffritto di aglio capperi e olive di gaeta, aggiungendo poi qualche pomodoro secco sott'olio del papa' (tritato molto grossolanamente) e una abbondante dose di origano sale e pepe. ho poi aggiunto farina di ceci sufficiente a rendere l'impasto polpettabile, l'ho lasciato raffreddare un poco, ho formatto delle crocchette, le ho rotolate di nuovo nella farina di ceci, poi nel latte di soia e infine in un'impanatura fatta di germe di grano e cornflakes spatasciati.

ah, ovviamamente le ho fritte, che scalda meno che accendere il forno :-)


(incredibilmente) mi son piaciute.
cioe', ne' secche ne' moscie ne' puzzose ne' insipide.
cioe', sono riuscita a mangiare con piacere qualcosa che quando va bene mi e' indifferente e quando va male mi fa proprio schifo.
cioe'.
e la panatura era uno sballo :-P

la prossima volta che mi trovo il frigo pieno di okara e la scatola cranica piena di pensieri da scacciare sperimento con altri gusti :-]