03 settembre 2006

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chiacchericcio

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alghe
torte

torta di mele senza forno

dai recessi del mio hard disk

sono settimane che tengo questa foto estremamente anni '70 sul desktop nella speranza che mi venga la voglia di fare un post su questa torta, ma ormai e' passato troppo tempo e non ricordo nemmeno piu' la ricetta esatta :-]

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la base e' fatta di biscotti sbriciolati e ripassati nella margarina fusa; il primo strato e' una dadolata di mele uvette e pinoli insaporita con le 5 spezie cinesi e racchiusa in una di gelatina di agar agar fatta con del latte di soia fatto sobbollire piano con zucchero e una stecca di vaniglia; il secondo strato e' una mousse di mele, sempre tenuta su con l'agar agar; il terzo infine e' fatto con mele leggermente caramellate in padella con un poco di margarina zucchero e spezie e poi ricoperte di gelatina fatta con succo di mele.

l'idea di base l'ho avuta vedendo questo magnifico dolce di chotda/santos

lo so che sembrano due cose diverse, ma mio padre voleva una torta di mele, io non avevo voglia di accendere il forno e il giorno prima avevo visto questa meraviglia... perche' non riadattarla, allora? :-)
21 agosto 2006

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ingredienti

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alghe

l'Agar agar, i microbi e le pesche ubriache

iniziamo a smaltire i post in arretrato

in questi giorni ho ritrovato sul fondo di in un cassetto dimenticato della cucina una quantita' di agar agar sufficiente per aprire un allevamento intensivo di batteri :-)
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no, non intendevo dire che era andato a male :-D
e' che il principale uso non culinario dell'agar agar si ha in microbiologia, come terreno di coltura per funghi e batteri :-)
La microbiologia deve lo sviluppo di una tecnica cruciale ad una donna. Fanny Angelina Eilshemius nacque nel 1850 a New York da una famiglia di immigranti olandesi. Da giovane giro' l'Europa dove incontro' un giovane dottore tedesco, Walther Hesse, che sposo' nel 1874. W.Hesse si interesso' alla microbiologia e conobbe i laboratori di Koch nel 1881. Un'estate molto calda Walther era impegnato in conte batteriche e aveva problemi con le sue piastre di gelatina che si scioglievano al caldo. Frustrato, chiese alla moglie "Perche' le tue gelatine e i tuoi dolci restano solidi quando fa caldo?". Lei gli spiego' che usava l'agar agar un complesso polisaccaride estratto dalle alghe. L'agar agar e' stato usato per secoli come solidificante in Asia. Lei lo aveva imparato da piccola da un vicino di casa che era immigrato da Java. Da qui alla produzione dell'ottima base per la crescita dei microbi. Questo perche':
  1. non e' tossico per la maggior parte dei microbi.
  2. si scioglie solo a 100°C, ma solidifica a circa 45°C (una temperatura alla quale molti batteri possono sopravvivere).
  3. non e' tossico ad altre forme di vita.
  4. e' solido a temperature di sterilizzazione.
  5. sono molto pochi i batteri che hanno enzimi per digerirlo, ergo e' fisiologicamente inerte
(da una storia della microbiologia online)

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per quanto riguarda la sfera alimentare, invece, l'agar agar (anche noto come kanten) viene utilizzato da secoli per le sue proprieta' addensanti e gelificanti e, venduto in fiocchi o in barre, e' un ingrediente tradizionale di un buon numero di cucine asiatiche, che ne traggono preparazioni dolci e salate, di grosso impatto visivo e di varia complessita';

qui in occidente -in quanto estratto da un'alga e non dagli avanzi di pesce o da piedini di vitello bolliti- viene sempre piu' spesso usato dai vegetariani di vario grado per sostituire le gelatine di origine animale e riscuote un sempre maggiore successo anche tra gli onnivori alla moda (cucina molecolare, anyone?) in quanto tende a solidificarsi molto piu' in fretta della gelatina e regge bene al taglio

una sola nota:
per quanto mi riguarda l'arte del kanten NON e' una scienza esatta: il grado di densita' finale ottenuto dipende della quantita', dalla qualita' e dall'acidita' del liquido usato per scioglierla (ie: va tenuto un po' piu' forte se si usano alcolici), dalla provenienza e dalla manifattura dell'agar, nonche', come per molti prodotti di origine naturale, da una certa dose di randomicita' e fattore C(ulo) :-P

ed ora, come ricetta introduttiva, una cosina facile facile, basica basica e ipercustomizzabile preparata ormai una caterva di giorni fa per accompagnare una cenetta romantica giappofusion :-)
23 luglio 2006

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ricette

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alghe

le alghe e l'insalata

fresche e rimineralizzanti

per il caldo e una serie di motivi che non sto a ripetere (si, lo so che la sto menando troppo con 'sti traslochi :-P) in questi giorni mi sono trovata a sudare 3 volte piu' del normale e ad avere la pressione ai livelli del pavimento.

dunque cosa fare per reintegrare i sali senza stare ad assumere schifezzine chimiche da farmacia?

qui si vota per le alghe :-)

kombu (brodo dashi e insalata), wakame (magari coi cetrioli!) e, dopo troppo tempo che non le mangiavo, finalmente anche le hijiki :-)

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ricca di calcio, ferro, potassio, iodio e fosforo, l'alga hijiki regola la pressione sanguigna, aiuta a cicatrizzare, a prevenire la carie e fa benissimo ai reni e ai capelli (dicono che oltre a prevenirne la caduta, rallenti anche la formazione di capelli bianchi)

ottima negli stufati e con i funghi, io di questa stagione preferisco pero' cuocerle con salsa di soia e aceto di riso e consumarle fredde come condimento per verdure, riso bianco e insalate.

ora che ci penso andro' a farmi un altra ciotola di cicoria con i germogli, ma solo perche' mi sento un po' una sbabbara a mangiare le alghe direttamente dal barattolo :-P