01 settembre 2006

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pizzichi e moccichi

una serie di piccoli aggiornamenti

la dieta
la dieta procedeva abbastanza bene. parlo all'imperfetto perche' poi e' tornato k. e quando la GBP e' in casa non c'e' verso di seguire dieta alcuna: non solo non mi tengo a regime ma a forza di coccole alimentari riprendo subito tutto quello che ho perso.
cerchero' di approfittare del fatto che sia partito di nuovo (questa volta per la vendemmia) per provare a rimettermi in riga almeno fino al suo prossimo ritorno, ma se c'e' qualcuno che convive e riesce a mantenersi in forma batta un colpo e mi spieghi come fa, grazie :-P

il nuovo layout
wonderzdora si sta facendo le prove con il vestito nuovo.
ci sono spilli a vista e ritocchi da fare qua e la e quindi e' assai probabile che qualcosa non funzioni o si incasini mentre cerco di metterlo a punto.
se qualcuno vede qualche errore sul suo browser mi batte un colpo?

riprovia-mochi
siccome mi voglio imporre di non fare post off topic provo a rendere questo post kosher aggiornandovi sul mio nuovo e poco dietetico tentativo di fare i daifuku (che poi sarebbero palline di mochi ripieno) in casa :-)

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ho approfittato del fatto di vivere provvisoriamente in una casa munita di forno a microonde per provare una ricetta-scorciatoia trovata su sweet-and-savory.org, sporcare meno pentole ed evitare di riempire la casa di vapore :-)

mochi al microonde
(traduzione approssimativa di questa ricetta)

1 tz di farina di riso glutinoso
2/3 tz di acqua
1/4 tz di zucchero


scegliere un contenitore-col-tappo adatto alla cottura a microonde e versarvi tutti gli ingredienti mescolando finche' la pastella non sara' liscia e priva di grumi; coprire il contenitore chiudendolo parzialmente e passare il composto al microonde per 30 secondi.

togliere il contenitore dal microonde, aprire, mescolare vigorosamente fino a quando l'impasto sara' libero da grumi.
mettere in microonde, sempre coperto, per altri 30 secondi e mescolare di nuovo.
ripetere questa procedura per (altri?) 2 minuti e mezzo.

il mochi, a questo punto, dovrebbe essere liscio, elastico e appiccicoso; qualora fosse un'ammasso grumoso bicolore probabilmente non e' stato mescolato abbastanza. provare a mescolarlo forte forte forte e a passarlo al microonde per altri 30 sec.

cospargere il piano di lavoro e le mano con abbondante fecola di patate o amido di mais per evitare che il mochi vi si appiccichi.

quando il mochi e' ancora caldo ma maneggiabile, prenderne una porzione con un cucchiaio (la plastica si appiccica meno), appallottolarlo tra le mani, appiattirlo sul piano, inserirvi un poco del ripieno e richiudere appiccicando tra loro i lembi. cospargere di amido per renderlo liscio e non appiccicoso al tatto.

nel frattempo, ricordarsi di richiudere il contenitore per evitare che il mochi si raffreddi troppo e perda umidita'. qualora si raffreddasse troppo e non fosse piu' malleabile, scaldarlo al microonde per pochi secondi.

il risultato ancora non mi soddisfa completamente, ma con un po' di pazienza e tanto olio di gomito (bisogna davvero mescolare l'impasto come ossessi e aggiungere se serve un passaggio o due in piu' al microonde) ho ottenuto un risultato quasi accettabile; credo quindi che la prossima volta che avro' voglia di mochi e la possibilita' di usare un microonde provero' qualche altra ricetta. magari faro' il mochi alla griglia. o questi daifuku caldi al cioccolato fondente

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nel frattempo, se provate questa ricetta, non cedete alla tentazione di darvi per vinti solo perche' vi sembrera' che a meta' procedura il vostro mochi sia una specie di colla bicolore grumosa! e non aggiungete acqua! se lo farete otterete davvero una colla grumosa; solo un po' piu' liquida, stile vinavil :-P
oh, ed aspettate ad aggiungere il ripieno, che quella roba scotta! :-D
25 agosto 2006

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post on request: la zona demistified

sul perche' mi sono lasciata incuriosire e su cosa ne ho concluso

sempre su richiesta (quello sull'okara e' il prossimo in queue :-P) un altro post sulla zona in cui semplifico orrendamente quel poco che ho capito di una teoria su cui comunque ho letto solo poche e semplici cose fermandomi non appena sono usciti i primi paroloni.

la "zona" di cui si parla dovrebbe essere quella condizione di massima efficienza fisica e mentale che, secondo il medico che l'ha teorizzata, sarebbe correlata a una situazione di equilibrio ormonale; per mantenere tale il quale e' necessario che l'assimilazione di cibo sia distribuita correttamente nel corso della giornata per evitare picchi glicemici e fare in modo che vi sia un rapporto costante (40/30/30) fra le proteine, i carboidrati (privilegiando quelli ad assorbimento lento) e i grassi buoni (grassi monoinsaturi, noci, olive, sesamo etc)

(qui) la dieta a zona spiegata da una persona che forse da piccola ha visto un po' troppe puntate di "siamo fatti cosi'" :-D

e (qui) qualche stralcio che mi ha incuriosito, i principi della dieta a zona per i vegani e alcune conclusioni personali


la dieta a zona spiegata da una persona che forse da piccola ha visto un po' troppe puntate di "siamo fatti cosi'"
raccontano in un paese lontano che affinche' il reparto che si occupa di nutrire correttamente tutte le cellule del nostro corpo e di fornire loro maggiori energie nel caso bisogno extra funzioni e sia bene efficiente, sia necesario che due ormoni antagonisti - Ms Insulina e Mr Glucagone- siano presenti insieme, in giusta quantita' e facciano lavoro di squadra.

Insulina viene mandata dal pancreas quando viene rilevata un'ingestione di carboidrati, e si occupa di distribuire le energie in entrata alle cellule sottoforma di glucosio, di controllare che in ogni reparto vengano create miniscorte immediatamente accesibili in caso di fabbisogno extra, e in fine di reindirizzare il glucosio in eccesso al fegato, che su suo ordine le trasforma in grasso da mandare ai depositi centrali.

Glucagone invece viene chiamato in servizio dalle delegazioni di proteine e si occupa in primis di mantenere costante la quantita' di zuccheri presente nel sangue (glicemia): quando la quantita' di nutrienti disponibili scende sotto una certa soglia (in caso di fabbisogno extra o qualora fossero finiti prima del pasto successivo) lui manda un fax ai magazzini e dice loro di reintegrare le scorte trasformando un po' di grasso in energia utile; oltre a gestire l'uso delle scorte egli e' anche lo chef privato del centro direzionale, e si occupa personalmente di preparare del cibo che sia gradito alle cellule cerebrali.

sfortunatamente, pero', talvolta Insulina e' un poco isterica e, quando la stimoliamo troppo assimilando troppi carboidrati semplici di botto, va in ansia da prestazione e strilla si agita e non da pace al fegato finche' questo non ha fatto fuori tutti gli zuccheri e non li ha mandati ai depositi. nel suo delirio da stress capita spesso che Insulina si dimentichi che il suo compito e' anche quello di distribuire le pappe alle cellule (che dopo un po' iniziano a rendere meno) e, in un eccesso di zelo, faccia metter via in magazzino anche il nutrimento necessario alle routine in cosrso facendo cosi' scattare anche la modalita' di risparmio energetico.

gia' Glucagone fatica a lavorare in tutto questo trambusto, e il casino che si crea nell'ufficio gli impedisce talvolta di mandare il necessario al cervello causando il cosidetto APP (abbiocco post prandiale); ma il poveretto ha anche un altro problema perche' quando non riesce a mettere le pezza agli attacchi di nervi di Insulina e fallisce nel convincere i perplessi responsabili dei magazzini che devono subito rimettere in circolo delle scorte nonostante il fatto che Insulina continui ad inviare loro roba da stoccare, allora scatta l'allarme rosso ipoglicemico, e al reparto approvvigionamenti si convincono che i depositi abbiano gia' dato il dovuto, e per questo, per evitare il rischio (oggi improbaile) di finire coi magazzini vuoti, ordinano nuove forniture al FAME. richiedendo la spedizione veloce, per giunta.

risultato? noi siamo stanchi e rincoglioniti perche' le nostre cellule non sono state nutrite bene, abbiamo un attacco di ipoglicemia e quindi mangiamo di nuovo (magari scegliendo degli zuccheri cosi' li assimiliamo prima!) mentre gran parte diquello che abbiamo mangiato al pasto precendente e' stato molto probabilmente trasformato in grasso.

e' questo uno dei motivi per cui, secondo la favola, bisogna sempre mandare molte proteine e svegliare bene Glucagone, perche' quando il mister e' in forze da una bella regolata a Insulina e ne riduce lo sbroccaggio. la fiaba dice anche che dovremmo evitare di stimolare troppo i nervi della signorina Insulina e non mandarle troppo cibo e troppi zuccheri da gestire. pare anche che mandarli un poco alla volta o scegliere degli alimenti meno iperattivi ed esuberanti renda piu' semplice e meno stressante il suo lavoro.

pare infine che quando Glucagone e Insulina lavoran bene e vanno d'amore e d'accordo, tutto il resto del corpo sia piu' contento ed efficiente e possa adempiere meglio ai suoi mille compiti e doveri e vivere felice e contento


se questo poi sia vero lo ignoro: i detrattori dicono che e' semplicemenete una favoletta falsa ma verosimile che funziona solo perche' seguire i suoi precetti rende difficile abbuffarsi.



segue comunque qualche dettaglio "adulto" in piu' e qualche informazione sulla dieta a zona per vegetariani e vegani


  1. PRO: in teoria sembra una dieta fondamentalmente equilibrata
    l'equilibrio ormonale che caratterizza "la zona" ottimale ha come conditio sine qua non una dieta che garantisca un equilibrato rapporto tra i macro-nutrienti di base e poi lo mantenga costante distribuendone l'assimilazione nel corso della giornata; ogni pasto o spuntino che facciamo deve avere una parte di carboidrati (il 40% dellÂ’apporto calorico) , una parte di proteine (il 30%), una parte di grassi (il 30%).

  2. PRO: e' una dieta spanno-e-occhiometrica
    niente bilancino e niente calcolatrice per le calorie, perche' quello che importa e' il giusto equilibrio tra "blocchetti" di nutrienti
    If you are too busy to measure and weigh all of your food or hate the idea of reading all of those labels, you can "eyeball" what you eat to keep the right quantity and proportion. The amount of protein that fits in the palm of your hand is usually about 4 ounces or the size of a deck of playing cards. If you're eating nonstarchy, high-fiber cartes, your portion will be about twice the size of the protein portion. If you're eating starchy cartes, make the carbohydrate portion the same size as the protein portion. If you plan to have some dessert or wine, cut back on your other carbohydrates. [..] If your protein source is low in fat, get the rest of the fat you need to balance the meal by adding some salad dressing to a side salad or eating a few nuts or olives, If your protein source is low in fat, avoid addding more.

    il numero di blocchetti totali necessari viene calcolato considerando le caratteristiche fisiche e la quantita' di attivita' fisica e mentale svolta

  3. PRO: e' una dieta basata su "linee guida" e non su rigidi divieti
    non e' infatti una dieta proibizionista di quelle che "niente grassi! niente pasta! niente di niente! MAI!"; sears non pretende che la sua dieta venga seguita pedissequamente , anzi, gia' considera piu' che efficiente un'adesione del 75% al programma. in un altro articolo inoltre spiega che:
    If you crave junk, try to eat a high-protein snack along with the junk. For example, if you desperately need a Snickers bar, eat it. Soon afterwards, eat four ounces of sliced turkey. That way, you're balancing the carbohydrates in the candy with protein. The Zone is low-guilt: you make the best choices you can, and correct your mistakes when you make them.


inoltre:

  1. PRO: e' una dieta sviluppata da un medico nutrizionista apparentemente obiettivo e veg*an-friendly e contempla gia' una variante senza carne e senza derivati animali
    il dottor sears analizza con apparente obiettivita' quelli che lui considera i pro e i contro delle diete vegetariane e vegane.
    secondo la sua teoria, i veg*ani dovrebbero incrementare il consumo di alimenti il cui contenuto proteico non sia accompagnato da una elevata quantita' di amidi: una dieta vegetariana non equilibrata apporterebbe infatti una quantita' eccessiva di carboidrati, i quali innalzerebbero troppo veleocemente il tasso glicemico causando di riflesso eccessivi picchi di insulina. la conseguenza di questi picchi sarebbe un improvviso calo degli zuccheri immediatamente disponibili, che porterebbe con se' un diffuso senso di affaticamnto, l'accumulo di grasso, e la frequente sensazione di dover ripristinare il tasso glicemico intruducendo nuovi carboidrati
    If you're a vegetarian [...]and you keep weight on or are constantly fatigued you just have to make some simple adjustments, such as adding soy protein to your diet and reducing your intake of grains. The problem with traditional vegetarian diets is that they rely heavily on grains and starches, with relatively little protein. These diets are hormonally unbalanced because they contain huge amounts of carbs and [...] a diet based almost solely on carbs causes insulin levels to soar, which in turn causes blood sugar levels to drop quickly. As a result, many vegetarians find themselves feeling sluggish and always searching for more food (primarily more carbohydrates to temporarily restore blood sugar levels). The insidious long-term consequence of a grain-based vegetarian diet is the constant elevation of insulin levels. In this vicious cycle, they may find themselves gaining weight and never feeling fully energized.


la principale innovazione che la dieta a zona introdurrebbe in una normale dieta veg*ana e' pero' il modo di classificare i cibi: come vegetariani siamo infatti abituati a dare molto spazio ai cereali, e al loro abbinamento con i legumi -considerati come alimento proteico- per ottenere tutti gli aminoacidi necessari. per sears invece i legumi, pur contenendo proteine, vanno considerati soprattutto come fonte di carboidrati: basare il proprio apporto di proteine sulla combo cereali/legumi, porterebbe facilmente ad assumere una quantita' di amidi eccessiva rispetto alla quantita' di proteine.
in quest'ottica e' facile capire come mai la soia (le cui proteine, oltre a essere autosufficenti, sono preponderanti rispetto ai carboidrati) assuma un ruolo predominante.
One of the biggest adjustments vegetarians will have to make on a Zone-type diet is rethinking the place of beans, legumes, nuts and nut butters, traditional vegetarian sources of plant protein. In a Zone-friendly diet, beans and legumes count as carbohydrates, not as protein, while nuts and nut butters count as fats. [...] Although beans contain protein, they also contain a tremendous amount of carbohydrate, and your carte to protein ratio is thrown out of balance if you try to consume beans as a primary protein source," says Sears. Nuts also contain protein, but the fat content overwhelms it, making them undesirable as a main source of protein (yet suitable as a source of fats)


da quello che ho capito da quel poco che ho letto, infine, fra quelli che sears considera carboidrati (frutta, verdura, cereali e legumi) sears privilegia quelli con un minore indice glicemico, ossia quelli che vengono assorbiti piu' lentamente/gradualmente dall'organismo e non incrementano troppo velocemente il tasso di zuccheri del sangue (frutta e verdura non amidacea e ricca di fibre e in primis, e poi, fra i cereali e i legumi, avena orzo e lenticchie)

  1. CONTRO: la dieta a zona e' un po' troppo una crociata contro gli alimenti amidacei
    trovo interessante (ma vecchio come il cucco) il principio di suddividere le calorie fra proteine, carboidrati e grassi e la motovazione che cerca di addure. e , soprattutto in un contesto americano, comprendo l'enfasi che mette nel suggerire un minor consumo di pane, patate, dolci e zuccheri ed altri alimenti dall'elevato indice glicemico. cio' nonostante ma non mi convince PER NIENTE quando afferma che una verdura come il broccolo o il rapanello sia una fonte sufficiente di carboidrati o stigmatizza l'anguria il melone e la carota come troppo zuccherini.


valutazioni finali
da considerare in alcune sue conclusioni ma senza farsi prendere dalla cerealofobia e dalla patatofobia.

cercare comunque di scegliere alimenti che abbiano tempi di assimilazione diversi per non causare picchi glicemici e vedere se questo davvero influsce sulla forma fisica, sulla concentrazione e sulla produttivita'
25 agosto 2006

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post on request: il muffin, il trasloco e la zona

e' stata la dieta o il moto o entrambi?

un giorno X di quest'estate stavo leggendo raggomitolata sul divano quando intravidi della roba bianca, molliccia e tutta gibbosa protrudere tra la mia maglietta e i miei pantaloni a vita bassa. "UH?!?" mi dissi, e guardai un po' meglio per capire cosa fosse. ovviamente era ciccia. o peggio: cellulite organizzata a pallotti di un cm e 1/2 di diametro.

appena possibile presi delle misure empiriche: secondo la bilancia ero piu' o meno all'apice della mia normale range di peso, ma ancora nella mia media. certo, alla prova del metro da sarta ero un bel po' piu' larga del solito, e se entravo senza eccessiva fatica nei vestiti era solo perche' la parte morbida gentilmente si faceva da parte e sgusciava fuori per stare piu' comoda :-D

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ma il flaccidume era quasi sicuramente dovuto carenza di moto e... non mi era forse provvidenzialmente capitato un trasloco da fare? :-D
cosa c'era di meglio di un po' di "solleva-sposta-imballa-e-ammassa scatoloni e poi trasportali su e giu' per le scale tra due casa senza ascensore" per rimettermi un po' in sesto e combattere l'effetto muffin? :-D

decisi quindi di decidere che un asciugamano sui fianchi e un grosso NO PANIC lampeggiante, insieme a un poco di moto in piu' e un poco di pasta in meno, fossero una reazione ben piu' piu' che sufficiente a un si misero problema :^)

traslocai, feci delle passeggiate in montagna e salii e scesi le scale piu' volte al giorno per innaffiare le piante del cortile e quelle dei vicini in vacanza, e quindi un poco di moto in piu' lo feci.

e poi mi capito' di buttare l'occhio su un articolo che sulle prime mi lascio' perplessa: la dieta a zona con la soia? che era? la nuova moda? stavo per schiacciare la piccola [X] in alto a destra e chiudere la finestra quando, per chissa' qualce strano impulso, decisi che forse non si trattava della solita dieta cazzona che se mangi minestrone alle banane lesse e rinunci a pasta e grassi per una settimana perdi 10 kg che poi riprendi in due giorni. forse.


"SO WHAT?" direbbe qualcuno che conosco


pur senza seguire le strategie e le metodologie specifiche delle dieta a zona ufficiale, ho provato a fare un po' di fine-tuning sulla mia normale alimentazione giornaliera
  • abbassando di una tacca la quantita' di alimenti amidacei (pur continuando a mangiarne piu' di quanto essa suggerisse)
  • incrementando di poco la quantita' di frutta e verdura (cosa che del resto stavo gia' facendo per la storia del 5 a day)
  • aumentando di molto la quantita' proteine ingerite e facendo molta attenzione a includerle in ogni pasto

    uno dei cardini della dieta a zona e' l'affermazione che "non basta che nel corso della giornata si mangino X proteine Y carboidrati e Z grassi" ma e' necessario che la ratio di carboidrati, proteine e grassi sia costante in ogni pasto e spuntino, e quindi -e questa e' stata la piu' forse la piu' complicate delle modifiche zonanti- ho cercato di fare in modo che ogni porzione o concessione zuccherina o "amidacea" fosse sempre accompagnata da una controparte proteica; questo alla fine ha significato infilare tofu fresco, striscioline di tofu secco, seitan, yoghurt di soia, soyappine, creme di legumi etc dappertutto pure-nell'insalata-e-nel-dessert

  • e in generale cercando di combinare ingredienti con diversi tempi di assorbimento per evitare picchi glicemici immediati e cali di zuccheri successivi


"SO WHAT?" ripeterebbe qualcuno che conosco "e il RISULTATO?!"

innanzitutto un'unica ma GROSSA conseguenza/coincidenza negativa e' stata che le zanzare, che da quando sono vegan mi hanno sempre pressoche' snobbato, hanno preso a considerarmi una vera delicatessen (le zanzare non amano dunque i vegani solo perche' mangiano meno proteine? o di questa stagione a milano sono talmente morte di fame che 'ndo cojo cojo?)

e poi, ma forse la zona non c'entra niente, forse e' stato quel poco di moto, forse ho solo mangiato meno perche' dovevo effettivamente pensare ogni volta a cosa mangiare, forse quei carboidrati in meno erano gia' di per se' la soluzione...

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fattosta' che come previsto e "promesso" dalla dieta, senza nessun eclatante sacrificio e mangiando i miei soliti 2 piatti colmi per pasto + spuntini, ho perso 6 kg e una decina di cm di circonferenza in poco piu' di 10gg, ho fatto una quantita inenarrabile di plin plin, la mia megacellulite a bolle di sapone e' tornata a essere normale e fisiologica cellulitina a grana medio/fine (ergo presumo che quei kg in piu' fossero in gran parte litri d'acqua stagnante intrappolati tra le cicce) e in effetti ho davvero meno craving (da cibo e da sigarette) e meno crolli ipoglicemici improvvisi.

eppoi YEPPA! erano anni che non ero cosi' piatta/asciutta :-D

volendo continuare a "zonare" un poco la mia solita dieta, a questo punto, dovrebbe accadere che, raggiunto il peso forma, il corpo smetta di dimagrire e si assesti su un livello costante e corretto ormoni che dovrebbe aiutarmi a essere piu' sveglia, brillante, energetica e reattiva. e pure a dormire meglio e meno, dicono, anche se trovare marito pare che non sia incluso nel pacchetto :-P

ora vediamo se dura o se tra due settimane, passato l'hype, torna tutto come prima :-]
16 luglio 2006

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chiacchericcio

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frutta e verdura
mangiare sano
diete

cinque al giorno e colorati

piu' frutta e verdura (per la salute e l'autostima)

nonostante il mio essere vegan confesso che mangio poca frutta e verdura. o meglio, confesso che non mangio frutta se non fuori casa, soprattutto quando me la pela/prepara qualcun'altro.

quando la frutta la compero io, invece, finisce per ammosciarsi tristemente in frigorifero o nella fruttiera che ho comprato apposta per vederla chiaramente ed evitare di dimenticarmente.

se mia madre non insistesse nel comprarne anche per me ogni volta che va al mercato (le dosi che le propinano sono troppo grandi per lei e papa', quindi finisce che meta' la smazza a me :-P) quest'anno non avrei mangiato neppure un fico, ne' una prugna, ne' un'albicocca.

ora che ci penso quest'estate non ho ancora mangiato neppure una pesca!

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e' per questo che ho deciso di seguire il programma 5 A DAY, cercando di includere almeno 5 porzioni di frutta e verdura nella dieta di ogni giorno e cercando, se possibile, di alternarne anche i colori.

un po' per migliorare la mia alimentazione, un po' perche' ho totalmente perso la capacita' di eseguire task e mantenere i programmi e magari un obiettivo che si puo' realizzare passando dalla cucina sara' piu' facile per me da perseguire (ho davvero bisogno di dimostrare a me stessa di essere in gradi di organizzarmi e seguire delle direttive costanti)


le regole del gioco
  • consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura nel corso della giornata
  • variarne quanto possibile i colori


UNA porzione equivale a:
  • un bicchiere di succo (100% frutta o verdura, non zuccherato)
    NB: per quanto se ne possa bere, il succo vale solo come UNA porzione

  • un frutto medio come puo' esserlo un'arancia o una mela (che equivale a ca 3 prugne, che a loro volta equivalgono a ca 7 fragole o 14 ciliege o mezza tazza di macedonia)

  • ca 80 grammi di verdura fresca o surgelata
    (4 cucchiai colmi di spinaci o biete cotte, 2 manciate di germogli crudi, una zucchina media, un porro, una ciotola piena di insalata, mezzo peperone, un pomodoro, 4 cm di cetriolo)

  • almeno 3 cucchiai colmi di legumi freschi, secchi, surgelati o in scatola
    NB: anche i legumi valgono solo una porzione indipendentemente dalla quantita'

  • una manciata di frutta secca
    (3 albicocche, 2 fichi, 3 prugne, un cucchiaio colmo di uva sultanina)
( maggiori dettagli sulle porzioni)