05 novembre 2007

categoria:
ingredienti

tag:
erbe commestibili

il chenopodio

uno spinacio che non si trova al supermercato

sempre leggendo il sito di ricette della val camonica trovo questa ricetta

Minestra de' peruc

Minestra di spinaci selvatici d'alta montagna - detti in latino chenopodium bonus henricus (peruc in dialetto) che crescono vicino alle baite perche' il terreno e' piu' ricco di sali nitrosi.

Ingredienti: acqua, due patate, un etto di peruc, uno spicchio di aglio, un cucchiaio di redamet e cuocere con il riso o l'orzetto detto scandella.


mi viene cosi' in mente che sulla chiavetta avevo un post mezzo finito e mai pubblicato proprio sul chenopodio, e colgo l'occasione per rispolverarlo :-)

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la GBP mi ha spesso parlato di quelli che dalle sue parti chiamano perüc e che dalle nostre diconsi volgarmente spinaci di montagna.
mi diceva di quanto sarebbe stato bello farli con gli gnocchi e nel farlo assumeva un'espressione bovina sognante.

il che era un po' come discutere del sesso degli angeli o se un salame cresciuto sugli alberi fosse vegan o meno, per quanto mi riguardava; soprattutto considerando che che qui nella verde et bucolica milano gli spinaci selvatici non si vedono certo a ogni angolo di strada e che comunque, anche se ci fossero cresciuti e non fossero stati contaminati, nemmeno la stessa GBP sarebbe stato in grado di riconoscerli

poi accadde che un giorno di tarda primavera andammo qualche giorno in montagna e ci portammo dietro la signora mamma della GBP, anche nota in queste contrade come la strega delle erbe.
l'apprendista wonderzdora erborinatrice, che gia' da lei aveva imparato la nobile arte del raccattamento degli asparagi selvatici (che poi sarebbero germogli di pungitopo), si mise dq a bottega e cerco di capitalizzare.

oltre a trovare un intero prato di cipollotto selvatico (spring onions! spring onions!) dietro casa e una buona dose di ottimi funghi spugnoli, la signora mamma della GBP, durante una gita in quota, a un certo punto esclamo': "toh, degli spinaci selvatici!".
l'apprendista erborinatrice osservo' e imparo' e raccatto', e la sera mangiammo gnocchi agli spinaci selvatici :-)

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lo spinacio selvatico (o chenopodium bonus-hericus) cresce spontaneo nel nord italia alpino e prealpino (e immagino anche negli appennini) mentre nel nord europa e in gran bretagna cresce anche in pianura.
si trova vicino ai muretti e nei prati, soprattutto in presenza di nitrati (dove ci sono mucche ci sono torte, e dove ci sono torte ci sono nitrati ;-P).

ha una foglia triangolare (chenopodio significa "zampa di papero"), la cui parte inferiore e piu' chiara e ricoperta di una finissima peluria e di microsfere trasparenti che gli danno una consistenza leggermente farinosa e appiccicosa al tatto (non per niente lo chiamano anche farinaccio)

il chenopodio ha un gusto delicato e, dopo averlo lavato con cura, si prepara come i normali spinaci; le foglie giovani possono essere mangiate crude, i germogli dei fiori possono essere preparati come gli asparagi.

e' ricco di minerali (soprattutto di ferro), e ha un blando effetto depurativo e lassativo. per l'alto contenuto di ossalati non e' consigliato a chi soffre di calcoli renali.