minime dal ciberspazio - I
wonderzdora ha letto che versando i fondi del caffè nello scarico del lavandino si combattono le puzze che ne fuoriescono. ma non intasa?briciola sparsa via twitter
wonderzdora ha letto che versando i fondi del caffè nello scarico del lavandino si combattono le puzze che ne fuoriescono. ma non intasa?briciola sparsa via twitter
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anni fa annusando il bucato del nonfidanzato mi veniva da sospirare e chiedergli mestamente "ma perche' il tuo non ha quell'odore di pulito che ha il mio?". cioe', lui era un bravo maschio abituato a vivere da single e fare da se', ma col bucato, credevo, non ci sapeva fare.
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comunque credo di averlo detto un po' troppe volte che il suo bucato non sapeva di buono, perche' il nonfidanzato esasperato si senti' in dovere di comportarsi da bravo tecnocrate e inizio ad analizzare scientificamente la questione: "e' il detersivo?" no, perche' usiamo entrabi il marsiglia? "l'ammorbidente?" no, nessuno di noi usava altro ammorbidente che l'aceto bianco "sono i batteri?" no usiamo entrambi il napisan, "e' il fatto che io sudo come una bestia e tu no?" no, perche' quando lavo io le tue cose non puzzano... "e' l'aria? l'umidita'? ho messo il ventilatore per creare corrente forzata, la stufetta col timer per asciugare l'ambiente..." no, non e' nemmeno quello... insomma, alla fine concordammo che era proprio il sole a fare la differenza.
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nota tecnica: raggi UV e disinfezione
anche se noi ci siamo arrivati per empiria e trial and error, abbiamo poi scoperto che i raggi UV (e nello specifico gli UV-C) vengono usati da decenni per la disinfezione e la sterilizzazione di aria, acqua ed ambienti e per la deodorizzazione delle emissioni fognarie. qui si dice che: "fu un fisico danese, niels ryberg finsen, il primo ad utilizzare gli ultravioletti come agenti sterilizzanti [...] dopo la seconda guerra mondiale, le radiazioni UV-C cominciarono ad essere usate in modo generalizzato negli ospedali, nelle case farmaceutiche, nell'industria alimentare".
i raggi UV-C sono utili nella lotta contro batteri, funghi, lieviti e virus, perche' "quando un microorganismo viene esposto a UV-C i nuclei delle cellule, a causa dei processi fotolitici, vengono cambiati al punto che la scissione cellulare, e quindi la riproduzione, sono impedite".
nel caso specifico caso del bucato steso in casa, dunque, una moderata esposizione agli UV purifica l'ambiente e impedisce ai microorganismi, alle muffe e ai funghi di proliferare nel bucato che fatica ad asciugare, eliminando cosi' alla fonte la causa dei cattivi odori.
NB: a noi umani una eccessiva o innaturale esposizione ai raggi UV fa male e causa tra l'altro eritemi e congiuntiviti. un'eventuale lampada va dunque installata lontano dalle zone di soggiorno e/o messa in uso durante la nostra assenza!
e anche: troppi UV, come il troppo sole, stingono ;-P
4 buoni motivi per aggiungere il bicarbonato al bucato
e' quindi cosa buona e utile ammollare i capi particolarmente puzzolenti in acqua e bicarbonato e aggiungerne un cucchiaio o due all'acqua del lavaggio e/o in quella del risciacquo (facendo pero' attenzione a non usarlo su lana e seta che non vanno molto d'accordo con le sostanze alcaline) :-)
- il bicarbonato di sodio (NaHCO3), pur non essendo un disinfettante, riduce la carica microbica grazie all'effetto lavante dato dalla leggera alcalinita' della soluzione (un pH alcalino "saponifica" i grassi e gli acidi grassi e accresce la repulsione tra sporco e superfici);
- deodora perche', da brava "sostanza tampone", regola il pH e neutralizza chimicamente le molecole acide e basiche che causano cattivi odori legandosi a loro (cio' vale anche per la puzza di candeggina!);
- aumenta inoltre l'efficacia del detersivo (e permette cosi' di usarne di meno) addolcendo la nostra ahime' troppo dura acqua di citta';
- last but not least oltre ad essere schifosamente economico, il bicarbonato e' completamente solubile e biodegradabile
NB: bicarbonato e aceto aiutano entrambi ad addolcire l'acqua e a evitare che il calcare non si depositi sugli abiti MA quando li si versa entrambi nella stessa vaschetta della lavatrice (ie: quella dell'ammorbidente) reagiscono chimicamente *prima* di poter agire sul bucato e l'effetto si annulla :-)
e' molto difficile da decidere, anche perche' l'odore preferito variava a seconda della cucina e di chi stava ai fornelli :-P tipo che la cucina di amsterdam sapeva di fragranze al vapore e quella di bellinzona... beh, in settimana apparteneva alle au pair schwitzerdeutsch e aveva l'odore burro giallo zucchero e uova e talvolta nocciole tostate e cannella (le torte! i griess schnitten!) tranne le sere quando cucinava mia madre, quando sapeva di brodo di carne e zenzero e riso al vapore o patate. poi arrivava il weekend, e con esso mio padre; allora c'era il fritto, l'agnello al forno steccato di rosmarino o il rosbif cosparso di polvere senape,
il pollo che cuoceva rotolandosi sullo spiedo, le erbe mediterranee.
ecco, il mio cibodore preferito, da piccola, era il burro fuso leggermente annerito.
con gli asparagi, con il pane tostato e le uova strapazzate, con la salvia e un tocco di noce moscata, con la pasta o il riso in bianco, sopra le patate, sui gratin, nelle torte.
il burro. che non mangio da quasi sette anni e incredibilmente nemmeno mi manca.
il pane e la focaccia caldi (ma stranamente non la pizza), la fragranza del "soffritto" di aglio e zenzero di molta cucina cinese, le verdure alla griglia, i funghi in toto, il riso bianco, lo zafferano e la polenta di saraceno fatta sul fuoco di legna
- l'estate?
la spazzatura camuffata (male) dai gelosmini, il limone, l'odore di melone quando passo nel primo corridoio del supermercato, il basilico pestato, la menta, i prati riarsi che sanno di finocchio e mentuccia ed erbe selvatiche, gli eucalipti, la terra bagnata dopo gli acquazzoni
- l'autunno?
le vacanze in montagna, le castagne sul fuoco, le foglie secche bagnate dalla pioggia, il sottobosco, i funghi che vedi e li senti e non sai se sono buoni da mangiare o meno e allora li lasci li (salvo poi comprarne immediatamente di commestibili non appena tornata in paese), il ginepro che matura vicino ai sentieri
- l'inverno?
l'incenso vero, il combustibile dei riscaldamenti (o quando va bene il fuoco di legna), la pappa di avena cotta piano piano per riscaldarsi dall'interno, i cereali nella pentola di coccio, gli stufati con la salsa di soia pesante e il vino di riso dolce, il salmastro del mare schiaffato in faccia dal vento, le cose affumicate, la lana umida che asciuga addosso alla gente in metropolitana
- la primavera?
in primavera non sento quasi nessun odore :-/
no, sul serio, e' dura la vita di un allergico :-]
lo zenzero fresco über alles, e poi i mix di spezie come la polvere di five spices cinese o il pilau masala che mi ha portato la clara da zanzibar anni orsono. e poi mi sta simpatico l'allspice (o pimento, o pepe della giamaica) perche' sa di tante cose buone combinate in una sola bacca :-)
la menta forse e' quella che uso di piu', ma amo molto anche il timo, la salvia e l'erba cipollina
non uso profumi: non mi piacciono su di me, non mi riconosco quando non ho il mio odore; il massimo che posso sopportare e' il bagnoschiuma al mandarino giapponese della bodyshop e quello alle alghe marine che, sfortunatamente, hanno messo fuori produzione. anche i miei abiti non devono avere odori forti (ammorbidenti o schifezze del genere), preferisco che abbiano solo un retrogusto di marsiglia e stesoalasole o d'incenso.
sugli altri mi piacciono givenchy III e eau d'issey. taluni portano bene il primo calvin klein. e mi piace la vaniglia vera su alcune mie amiche.
tanto legno resinoso, stuoie di seagrass e tatami, caminetto e vin brule' d'inverno, torte (o pane o pizze) appena sfornate, un poco di frankincense e mirra o nagchampa e la fragranza del giardino non appena si apre la finestra.
nella casa di amsterdam, dai nonni, c'era un vecchio mobiletto di legno a due ante di fattura probabilmente indonesiana; non so che legno fosse, ma l'odore di quel mobiletto era davvero sensazionale, e permeava la stanza ogni volta che lo aprivi.
la cannella finta di alcuni incensi
olio di sesamo, che si tosterebbe col calore del motore :-P