17 ottobre 2007

categoria:
ricette

tag:
riso
indonesia

ketan

quando cucinavo con la nonna

stavo mettendo in ordine l'altro giorno (quando mai non metto in ordine? e soprattutto: ma perche' infine niente e' mai in ordine?) e ho trovato un foglietto.

era una ricetta che avevo trascritto, qualcosa come 16 anni fa, mentre guardavo mia nonna cucinare una delle mie merende preferite e forse una delle poche cose vegan che mangiavo abitualmente :-)
(in quel periodo avevo un'assoluta fissazione per la carne di agnello e per i gamberi)

post image


questo dolce-non-dolce, che la nonna chiamava semplicemente ketan come viene chiamato in indonesia il riso glutinoso che si usa per prepararlo, e' molto semplice e "povero", una specie di "pane burro e zucchero" asian style :-)

eppure, nonostante un tempo mi piacesse un casino, erano anni che non ne mangiavo piu'! :-O
perche? forse perche' mi ricordavo quanto tempo ci mettavamo per prepararli?
probabilmente da piccola mi annoiavo in fretta :-)

post image


cosi' ho cercato nell'armadiodispensa e ho trovato degli avanzi di scaglie di cocco e del riso glutinoso tailandese che probabilmente risalivano agli scavi archeologici di ur. quale modo occasione migliore farli fuori?

ho versato il cocco in una ciotola (note to self: la prossima volta ne basta la meta'), l'ho bagnato con poca acqua e un pizzichino di sale e poi l'ho lasciato cuocere al vapore per un 1/4 d'ora per farlo riprendere.

post image


nel contempo ho versato il riso in una casseruola, l'ho lavato con cura sotto un filo d'acqua corrente, ci ho versato del latte di cocco da dessert e poi ho aggiunto acqua sufficiente per ricoprire il riso con meno di un dito di liquido.

ho acceso il fuoco, mescolando con dolcezza finche' il riso non ha assorbito i liquidi.

a quel punto ho cotto il riso al vapore in un cestello appoggiato su un supporto di metallo posizionato in un pentolone di acqua bollente (il riso e' cotto quando diviene traslucido, e se si esagera con la cottura tende a spappolarsi).

post image


non appena il riso ha raggiunto una temperatura gestibile dalle mie manone delicate, ne ho fatto delle polpettine che ho poi rotolato nel cocco precedentemente preparato e le ho lasciate raffreddare.

il ketan si puo' servire a temperatura ambiente oppure scaldato leggermente a vapore o al microonde e va abbondantemente cosparso di zucchero di palma.

il ketan mi fa sentire bambina :o))


-
qualche nota sugli ingredienti

il riso glutinoso tailandese e' un riso molto amidaceo estremamente diffuso nel sud est asiatico e talvolta viene chiamato riso colloso o riso dolce. si trova facilmente nei negozi di specialita' asiatiche e contrariamente a quanto suggerisce il suo nome non contiene glutine. per questa preparazione va usata la varieta' a chicco lungo.

NB: il riso glutinoso non va lessato altrimenti si spappola. solitamente lo si lascia in ammollo una notte, poi lo si scola e si cuoce al vapore.
i nostri cestelli vanno bene per piccole quantita', mentre per le grandi quantita' e' meglio usare una pentla come questa.

lo zucchero di palma (di cui ho gia' scritto anche qui) si trova in alcuni grossi ipermercati e nei negozi di specialita' asiatiche nel settore indiano/cingalese. cercate gur o jaggery di palma.
ketan
18 settembre 2006

categoria:
accessori e strumenti

tag:
pentole
riso
elettrodomestici

il rice cooker

frammenti della mia cucina

la pentola elettrica per il riso e' stato il primo regalo che ho ricevuto quando sono andata a vivere da sola, una sorta di dono di continuita' familiare da parte di mia madre e della nonna materna :-)

post image


il rice cooker e' una di quelle tante cose che non sono veramente necessarie, ma che sono piacevoli da avere in casa, soprattutto perche' avrete una cosa in meno a cui pensare e un fornello in piu' a disposizione ogni volta che vi verra' lo sghiribizzo di darvi alla cucina asiatica (e fidatevi: se volete mettere su una cena cinese completa avrete bisogno di tutti i vostri fornelli e ne desidererete altrettanti :-p)

il rice cooker inoltre mantiene il riso caldo per ore (anche per l'intera giornata), e nemmeno questa e' una brutta cosa, se pensate di restare a tavola a lungo o se aspettate qualcuno che sapete gia' che arrivera' a casa con una gran fame senza pero' sapere esattamente *quando* arrivera': il riso sara' pronto e caldo, e magari in cucina ci sara' gia' una minestra veloce da scaldare, o uno stufato nella sua pentola di coccio o una soiappina gia' impanata pronta per essere fritta :-)

(in certe condizioni economico/climatiche, inoltre, mantenere il riso caldo aiuta anche a conservarlo meglio ed a evitare gran mal di pancia perche' impedisce lo sviluppo di un simpatico microbo chiamato bacillus cereus)

infine il rice cooker, con un po' di fantasia, puo' essere facilemente sfruttato anche per cuocere e mantenere in caldo altri alimenti come legumi, stufati, minestre, etc :-) un esempio facile facile? quando sono pigra e non ho voglia di sporcare altre pentole io insieme al riso ci infilo dentro anche le verdurine e il tofu e un po' di condimento a scelta (salsa d'ostriche vegan, teriyaki, spezie, zafferano, vino bianco, sake e chi piu' ne ha piu' ne metta :-P)

internet e' piena di ricette per rice cooker :-)
e c'e' addirittura chi ci fa il pane :-O

il principio di funzionamento del modello base e' semplice: si mettono n misurini di riso nella pentola, si aggiunge acqua a sufficienza (nella pentola ci sono delle tacche, ogni tacca corrisponde alla quantita' d'acqua necessaria per un misurino, basta metterne un po' meno o un po' di piu' per avere un riso piu' asciutto o piu' morbido), si copre, si attacca la presa e si accende.

si attiva cosi' una resistenza che porta il riso alla temperatura di ebollizione: finche' vi sara' acqua nella pentola, la temperatura di manterra' costante; quando l'acqua sara' totalmente assorbita la temperatura aumentera' sopra in 100 gradi centigradi e il termostato dira' coscenziosamente alla resistenza di passare in modalita' di risparmio energetico e di limitarsi a mantenere caldo il riso (ca 60 gradi C).

la stessa pentola potra' poi essere usata per riscaldare il riso (utilizzando l'apposita retina per scaldare al vapore).


i modelli sul mercato sono numerosi e hanno prezzo e dimensione variabili.

le pentole medie contengono ca 5-6 tazze giapponesi, ossia 1-1,2 litri di riso crudo (cuocendo il riso aumentera' di volume, diventando una volta e mezza/due volte la quantita' di partenza) e sono piu' che sufficienti per la famiglia media.
per quanto mi riguarda, una pentola piu' piccola e' inutile e una piu' grande e' troppo ingombrante e verrebbe sfruttata poco, a meno che non abbiate amici molto voraci e non dobbiate sfamare giornalmente un esercito :-P

i modelli piu' semplici si limitano a cuocere e a mantenere in caldo, quelli di fascia media hanno anche in dotazione un cestello a vapore che puo' sfruttare al massimo l'energia elettrica cuocendo le verdure mentre state preparando il riso, i piu' complessi possono anche essere programmati con un timer di accensione/spegnimento e hanno diverse funzioni integrate (ammollo, riso bianco, riso integrale, porridge). con taluni rice cooker e' inoltre possibile regolare il termostato e il tempo di cottura e cio' li rende particolarmente duttili e simili a uno slowcooker

un paio di note veloci: se siete interessati a prendere un rice cooker e non avete una china town o un negozietto etnico a disposizione, su internet se ne trovano a partire da 30 euro; nei negozi di elettrodomestici piu' forniti potrebbero essere non indifferentemente piu' cari.

se non avete particolari esigenze, un modello base con qualche optional e' piu' che sufficiente; sceglietelo magari con un fondo spesso o antiaderente, cosi' sara' piu' facile e veloce da pulire, e apprezzate un eventuale cestino per il vapore in dotazione; un tappo piu' pesante, non sollevandosi con la pressione del vapore, permette un effetto simile a quello della pentola a pressione e quindi una cottura leggermente piu' veloce, ma di solito e' correlato alle pentole un po' piu' lussuose e se ne puo' fare tranquillamente a meno :-)

e fate attenzione con il misurino in dotazione: non usatelo per prendere le misure per quella bella ricetta americana che contempla due cups di farina e una d zucchero: le cup cinesi e giapponesi (o "rice cooker cups") equivalgono a circa 180/200 ml (invece dei 240 ml delle cups inglesi e americane) :-P