21 febbraio 2008

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visto in giro

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comfort food

inciampando nel web - III

memoria storica fornita da tumblr

non solo leggo volentieri Fatfree Vegan Kitchen ma reputo che in piu’ di una circostanza il mio signor stomaco si sia sentito molto contento che Colei Che Sovraintende alla Pappatoria abbia deciso di provare qualcuna delle sue ricette

detto cio’ vorrei segnalare un piatto che chi non ha avuto la fortuna-o-sfortuna di godere della cucina popolare americana probabilmente non puo’ capire ne' apprezzare appieno:
... un Mac+Cheese ma senza cheese!

oddio, non che il cheddar sintetico del preparato industriale in polvere "aggiungi 1dl di acqua calda e versa sulla pasta scotta" che ci propinavano nelle peggiori mense di miami potesse veramente essere definito “formaggio”, pero'...

per rendere piu’ chiaro il concetto a chi non riesce a comprendere il mio giubilio, il Mac&Cheese e’ la summa del piu’ terrificante junk comfort food da “sono a casa da sola, imbacuccata nel peggio pigiamone di pile, non ho voglia di cucinare ma voglio quacosa di veloce e coccolo e caldo mentre mi guardo un film che mai e poi mai ammetterei pubblicamente di amare” finalmente trasposta in termini per me commestibili!
un piatto sano, relativamente nutriente *e* giallo chimico... cosa si puo' volere di più dalla vita? ;-D

e' stato cosi' che, anche se solitamente tendo a a eliminare le cose che non mangio invece di andare in fibrillazione cercandone dei surrogati, ho provato questa ricetta con gioia infantile, l’ho riadattata leggermente al mio gusto, e sono fiera di proclamare che non solo e’ stata apprezzata anche dalla GBP onnivora, ma pure scambiata per un piatto con uova e formaggio! ;-D

detto cio, aggiungo un paio di suggerimenti per chi non e’ abituato a certi gusti e arriva col palato innocente in cucina:
  1. se non siete piu’ che sicuri che vi piaceranno, andateci piano con le spezie (soprattutto con la senape in polvere e la curcuma, che sono gusti difficili da regolare per chi non e’ abituato a usarle in cucina);

  2. allo stesso modo, e’ meglio che ci andiate un po’ piano anche col lievito di birra in scaglie, che in queste dosi per alcuni e’ troppo forte e troppo “formaggioso” (nel caso aggiungete un pochino piu’ di fecola, un cucchiaio di tahini in piu’ o del tofu morbido spatasciato);

  3. infine ricordate che il miso rosso e quello scuro che si trovano piu’ facilmente da noi sono piu’ forti di quello bianco ;-)
    al limite usatene meno e/o aggiungete una puntina di zucchero.

oh, e se non avete poi cosi’ tanta fretta o ne avete fatto troppo, magari provate a cospargerlo di pangrattato, semini di sesamo una spruzzata di olio o qualche fiocco di burro vegetale e poi gratinatelo in forno per qualche minuto ;-P
Easy Macaroni and "Cheeze"
01 febbraio 2007

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ricette

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indonesia
comfort food

porridge indonesiano

caldo, moderatamente dolce e al sapore di casa

ho gia' scritto altrove del mio amore per i porridge ma chi mi conosce sa che tendo spesso a ripetermi spesso ;-P

oggi parliamo di indonesia e di bubur, un piatto leggero e caldo che viene mangiato per colazione, dopo il lavoro o per rompere il digiuno durante il ramadan (la maggior parte della popolazione indonesiana e' musulmana)

la parola bubur copre un area semantica piuttosto vasta comprendente le farinate, i semolini, le polentine e il passato di legumi.. in pratica indica tutte quelle pietanze calde e minestriformi che hanno come ingrediente pricipale riso, tuberi o legumi (interi, spezzati o in farina) cotti in una qualche forma di liquido (solitamente acqua, brodo di pollo o latte di cocco) e poi conditi con qualcosa di dolce (cocco, sciroppo di zucchero di palma) o una punta di salato (un poco di verdure o tofu o pesce fermentati, gamberetti secchi, cipollotti, nuvole di drago, scalogni fritti).

quello che ho fatto stamattina per colazione e' abbastanza veloce e semplice da preparare e richiede tre ingredienti: tepung beras o farina di riso, santan o latte di cocco e gula merah o zucchero di palma. il tutto viene poi eventualmente insaporito con l'odore delle foglie di pandano.

la GBP, che si e' alzata qualche ora dopo, ha mangiato la sua parte (solidificata e poi riscaldata al microonde) insieme alla sua tazza di caffe' java e ha detto che era buono anche cosi' :-)

qualche nota sugli ingredienti:

grazie all'esistenza dei celiaci la farina di riso si trova ora facilmente al supermercato italiano, ma se state pensando di comprarla in un negozio asiatico per spendere meno fate attenzione e prendete la farina di riso normale, non quella di riso dolce o glutinoso ;-P

il latte di cocco volendo lo si puo' fare in casa, ma e' una tale sfaticata ;-) se comprate quello in scatola, la variante piu' adatta a questa preparazione e' quella da dessert (solitamente e' piu' densa e saporita di quella da cucina), se invece usate quello in polvere usate le istruzioni per fare una thick coconut milk :-)

lo zucchero di palma invece e' una specialita' tipica del sudest asiatico ed e' tratto dal succo dolciastro del bocciolo del fiore della palma da cocco che viene poi ristretto e lasciato solidificare in forme di canna di bambu'; si compra sia in blocchi cilindrici che gia' grattugiato e/o semolato e dovrebbe essere reperibile anche qui in italia, visto che l'ho trovato tra gli ingredienti di molte ricette scritte nella nostra lingua. qualora non lo si trovasse, lo si puo' sostituire con lo jaggery indiano o con lo zucchero di canna grezzo tipo rapadura o muscovado.

per finire, il tutto si puo' insaporire con il pandano, una specie di "palmetta" le cui foglie hanno un aroma delicato che per la cucina del sud-est asiatico rappresenta il corrispettivo della nostra vaniglia. le foglie di pandano hanno un blando effetto colorante e si possono talvolta trovare fresche e a poco prezzo nei negozi di alimentari che servono la comunita' indiana, cingalese o filippina; si possono sostituire con il piu' comune concentrato o con l'estratto di pandano in boccetta, che si trovano facilmente anche nei normali negozi asiatici ma hanno un gusto piu' sintetico (d'oh) e tendono a contenere anche una buona dose di colorante verde.


una curiosita':
in indonesiano, il proverbio "e' inutile piangere sul latte versato" si traduce piu' o meno on un "che vuoi farci? il riso (ormai) e' diventato bubur..."
02 settembre 2006

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ghetto ricette
polpette
comfort food

e mori' con un falafel in gola

per dimostrare di nuovo che quando k. e' in casa NON si mangia dietetico :-)

i falafel sono uno dei miei cibicoccola preferiti, e anche qui ormai ci sono un po' di posti che li fanno niente male; quelli migliori si mangiano spesso sulla pizza, nell'ormai stradiffusa "focaccia egiziana".

purtroppo pero', a milano, il falafel come junkfood (inteso come panino da passeggio coi falafel) e' raramente all'altezza della pizza: il problema e' che, eccetto forse per il mido (milano, via pietro custodi 4, tel. 02 8375249) , le polpette non vengono fritte sul momento ma preparate in anticipo e poi riscaldate; quando va bene vengono scaldate al forno (come presso la catena ok pizza, dove per 2 euro il panino e' gia' preassemblato e l'unica customizzazione possibile e' la salsa piccante), ma la maggior parte dei posti scalda i falafel al microonde prima di metterli nel panino uccidendone la croccantezza.

il che non sarebbe neppure cosi' male se non scaldassero al microonde anche la pita :-(
il che non sarebbe poi cosi' male se avessero piu' spesso la tahina o qualche altra alternativa vegana alla salsa di yogurt :-/
il che non sarebbe poi cosi' male se nel panino ci mettessero qualcos'altro oltre a due fette di pomodoro, due tocchi di cipolla cruda e talvolta un poco di insalata.

il falafel milanese, insomma, e' triste anche quando non e' male.

i falafel del mio cuore invece sono quelli di maoz (albertcuypstraat, amsterdam) dove per 3.50 euri si comprano 5 falafel fritti sul momento appoggiati in un pane pitta bianco o integrale scaldato per induzione che poi si puo' riempire ad oltranza con tutte le verdure e le salse del buffet. magari mentre si mangiucchiano delle patatine fritte vere nel cartoccio.

eppoi un'altra "pecca" di milano, e' che i falafel che si trovano qui sono principalmente quelli turchi o quelli egiziani, che spesso hanno dentro le fave.

non che non mi piacciano anche cosi', ma i falafel che sanno di casa, per me che ho passato cosi' tanto tempo ad amsterdam, sono quelli israeliani fatti di soli ceci (trivia: pare che il falafel di puro cece sia diventato il falafel nazionale israeliano per "motivi di sicurezza" perche' il favismo e' molto diffuso tra gli ebrei di origine curda e irachena)

cosi', quando ho voglia di falafel che sanno di casa e tempo da buttare me li faccio :-)
non ci vuole poi molto, solo dei ceci secchi, del prezzemolo e, se non si possiede un mixer, una buona mezzaluna e un po' di pazienza.

oppure un tritatutto come quello che si intravede nella foto piu' sfocata del mondo, che poi e' quello che la mia mamma usava per farmi le pappe e gli omogenizzati quando ero piccola, visto ero allergica a quelli preconfezionati :-D
il buon vecchio moulinex trita meno di un bicchiere scarso di roba per volta, ma dopo trent'anni funziona ancora :-)

adesso che l'impasto per i falafel e' pronto per la frittura e ci sono gia' delle scorte impolpettate per il freezer, manca solo il pane adatto :-)
10 giugno 2006

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ricette

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comfort food
zuppa

comfort food part I - zuppah!

ho fame freddo sonno bu!

oggi wonderzdora e' triste perche' la sua macchina fotografica si e' fatta la bibi e questo tra le altre cose significa che questo neonato foodlog per un poco dovra' campare di foto d'archivio :-(

quando e' stanca e/o triste e/o moscia e/o cazzata e/o priva di energie o di voglia di fare, la wannabe wonderzdora, come molti, mangia.

la prima cosa di cui ha voglia, in quelle circostanze, e' qualcosa di caldo, che non finisca in 3 secondi e non sia nutrizionalmente vuota.

wonderzdora ama le zuppe. tutte. dalla pastina in brodo al congee cinese, dal porridge di fiocchi d'avena al dhal, con la salsa di soia e il sake o con il marmite.

il junk food preferito di wonderzdora non sono le brioscine o i biscotti unti o le patatine in busta: lei e' drogata di noodle istantanei prefritti e imbevuti di monosodio glutammato e "quick soup" in bustina (quando ne trova versioni vegane).

piu' che per ogni altra cosa pero' wonderzdora ha una certificata dipendenza da zuppa di miso. d'orzo, di riso, chiaro, scuro, dolce. liscio, con la verdura o solo con le alghe, con o senza noodles, con o senza tofu: wonderzdora ♥ il suo miso.
04 giugno 2006

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chiacchericcio

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occhiometria

mochi-kini express

non e' che avessi proprio fame, ma...

e' capitato che l'altro giorno avessi i proverbiali cinque minuti e vagassi per la casa come un orso innervosito in cerca di qcs da far fuori.

e' stato cosi' che, dopo essere entrata ed uscita 745739487 volte dalla cucina e dopo aver messo la dispensa e il frigo all'aria senza trovare niente che mi andasse di mangiare, ho finalmente constatato che avevo una chiara e innegabile voglia di mochi ripieni di pasta di fagioli rossi.

che ovviamente non avevo.
ma che probabilmente potevo in qualche modo fare.
in qualche modo.

una mezz'oretta dopo mi sono dq in qualche modo trovata (con le mani appiccicose, il naso infarinato e i nervi un pochino piu' distesi) a far merenda davanti a 8 bei mochi-kini.

oddio, belli, che parole grosse... belli forse non molto, ma certo divertenti e denevrotizzanti da fare, buoni quasi come quelli veri e molto ma molto ma molto piu' economici di quelli comprati al takeaway giapponese dietro casa mia (a 2.50 euro cadaUNO!) :-)

peccato solo che, insoddisfatta della ricetta che avevo iniziato a seguire, mi sia trovata a portarli a termine in maniera talmente spannometrica che non saprei nemmeno piu' dire cosa ho usato e quanto e come :-/

e' che non sono mai molto lucida quando ho i 5 minuti :-]