14 giugno 2007

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yoghurt
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post on request: yoghurt di soia DIY

yoghurtista faidate?! ahi ahi ahi! no provamel?

scenario uno:
compro un bel yoghurt di partenza, un cartone del mio latte di soia preferito (al naturale, o magari alla vaniglia), li mischio, li metto nella yoghurtiera e TADAAAAAAAAAAAA! poche ore dopo ho uno yoghurt bello denso compatto e consistente.

scenario due:
compro uno yoghurt di partenza, mi faccio il mio bel latte fatto in casa, li mischio, li metto nella yoghurtiera e.... qualche ora dopo il composto invece di yoghurtare si e' separato in siero e coagulo, non ha la minima intenzione di rapprendersi e io sono alquanto depressa.

a causa dei molteplici fattori in gioco (acqua, temperatura, eta' e qualita' dello yoghurt e dei fagioli di partenza, eventuali spore o muffe presenti nell'ambiente...) la scienza dello yoghurt fatto con il latte di soia fatto in casa non e' purtroppo una scienza deterministica :-/

certo, posso sempre riciclare l'aborto per fare un dolce (l'acidulo del siero aiuta la lievitazione) o un soda bread, pero' cheppalle!

l'autoproduzione talvolta puo' essere deprimente, soprattutto quando non si vedono subito i risultati positivi. :-//

e' normale dunque chiedersi: ma c'e' qualcosa che posso fare per evitare questo disastro?

certo! :-)
altrimenti al momento non avrei in frigo ho quello yoghurt cremoso, abbastanza compatto e privo di siero che stasera prevedo di usare in insalata coi cetrioli :-D

(le istruzioni sono scritte nel cut per non ammorbare i non interessati)


lo yoghurt che ho nel frigo e' stato prodotto utilizzando un latte ripetente (nuovi fagioli, latte appena fatto al posto dell'acqua) fatto con fagioli ammollati, sciacquali, parzialmente pelati e scaldati. il latte e' stato filtrato, fatto bollire e lasciato raffreddare a bagnomaria in un barattolone bormioli precedentemente sterilizzato.
come starter e' stato usato il soyade, lo yoghurt e' rimasto nella yoghurtiera per circa sette ore.

cosa significa tutto cio'?
adesso ve lo spiego :-)


PRECAUZIONI DA PRENDERE NEL FARE LO YOGHURT DI SOIA
  • e' importante che il latte non sia troppo slavato
DQ: dose piena di fagioli, dose minima d'acqua, evenualmente lasciar raffreddare il latte nella macchina e ripetere o prolungare il ciclo usando la funzione "riscaldamento" per estrarre tutto il possibile dal fagiolo.

SE il latte che facciamo viene comunque troppo "debole" possiamo ripetere il ciclo mettendo fagioli nuovi nella macchina e usando il latte ottenuto dal primo ciclo al posto dell'acqua; in questo caso pero' vale la pena utilizzare la quantita' massima d'acqua e avanzare del latte da bere (o farci la maionese);

OPPURE possiamo aggiungere al latte fatto in casa una parte di latte industriale per ottenere uno yoghurt piu' cremoso;

OPPURE (ma non ho mai provato) possiamo aggiungere al latte un cucchiaio di proteine di soia (quelle che vendono per la palestra o la dieta a zona).
  • e' importante che il ph del latte non sia sbilanciato
INFATTI: il latte "acido" che viene fuori quando i fagioli non sono stati sciacquati bene o sono rimasti troppo in ammollo tende a dare yoghurt col siero che si separa, idem per il latte lasciato fuori dal frigo per troppo tempo o per il latte "vecchio"

DQ: usare latte fresco, badando a seguire le precauzioni spiegate nel tutorial sul latte.
  • e' importante che il latte sia sterile (come quello nel tetrapak)

  • e' importante che l'ambiente e gli strumenti utilizzatiati siano puliti per evitare che i batteri dello yoghurt abbiano troppa concorrenza estern

  • e' importante che anche gli eventuali ingredienti extra siano quanto possibile sterili
DQ: e' consigliabile dq far sobbollire il latte fatto in casa per qlc minuto in modo tale da sterilizzare il latte e neutralizzare completamente i vari enzimi.
nel contempo si sceglie un bel barattolone tappomunito che non soffra il caldo (tipo il bormioli-quattro-stagioni da un litro) e lo si sciacqua con acqua bollente poco prima di riempirlo fino al'orlo di latte caldo e chiuderlo con il suo bel tappo anche lui sciacquato con acqua bollente. il latte potra' cosi' raffreddare e raggiungere la temperatura adatta a fare lo yoghurt (max 35-40 gradi, se il latte e' troppo caldo uccide i fermenti) senza diventare nel contempo un ricettacolo di batteri.

INOLTRE: se vogliamo aggiungere allo yoghurt della frutta fresca o secca, questa andra' cotta brevemente con acqua e zucchero, sia per sterilizzarla che per permetterne una migliore conservazione.

INFINE: per quanto mi riguarda, un istante prima di preparare lo yoghurt sciacquo sempre barattoli, misurini e cucchiai con acqua bollente (o al vapore) per ridurne la carica batterica.
oh, e faccio anche attenzione a non infilarmi in bocca per sbaglio il cucchiaio che sto usando per mescolare e dosare ;-P
  • e' importante che i fermenti dello yoghurt siano vitali;

  • e' importante che i fermenti abbiano da mangiare a sufficienza (essi si nutrono di zuccheri, ma a differenza del latte di mucca, il latte di soia non ne contiene molti)
DQ: lo yoghurt usato come starter non deve essere
- ne' troppo vecchio
- ne' troppo freddo (il latte potrebbe iniziare a diventare acido prima che i fermenti iniziano a lavorare)
- ne' esausto (cfr quando sia usa da piu' volte un yoghurt fatto in casa come starter)
- ne' aperto da millenni

INOLTRE: quando si usa latte fatto in casa e' il caso di aggiungere un cucchiaino o piu' di zucchero o fruttosio al latte caldo (cosi' si scioglie meglio e si ripartisce piu' uniformemente)

OPPURE: qui consigliano di portare a ebollizione un cucchiaio di malto e due cucchiai di spremuta di agrumi, raffreddare velocemente a bagnomaria il composto e poi aggiungerlo al latte prima di mischiarlo con lo yoghurt; non ci ho ancora provato, ma l'idea mi piace perche' immagino che l'agrume annulli il gusto dolce del malto.

INFINE: per ottenere uno yoghurt piu' denso, si puo' aggiungere al latte da bollire/sterilizzare un cucchiaino di agar (oppure di kuzu oppure di maizena) precedentemente sciolto in un poco d'acqua a temperatura ambiente, e portare poi il tutto a ebollizione facendo attenzione a mescolare bene e badando che sia il composto sciolto prima di imbarattolarlo :-) c'e' da dire che, in assenza di stabilizzanti conservanti etc, dopo qualche giorno una parte dell'acqua assorbita verra' gradualmente rilasciata dall'addensante.
c'e' chi usa la pectina, ma non ho esperienza ne' diretta ne' indiretta di come venga (e' anche possibile che la pectina in vendita qui sia diversa da quella americana)

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DA RICORDARE: lo yoghurt, una volta raffreddato, prosegue la maturazione per almeno 24h e si consolida ulteriormente.
per legare uno yoghurt leggermente "separato" bastera' talvolta mescolare bene prima di mettere in frigo.

E ANCHE: e' possibile che lo yoghurt si separi perche' ha fermentato troppo a lungo o a una temperatura troppo alta.

post on request - ancora sul latte di soia

idee variazioni suggerimenti tutorial

con molto ritardo inizio a rispondere a quelli che mi hanno posto i loro problemi con il latte vegetale fatto con l'apposita macchina e i suoi derivati. la risposta e' parziale e rischio di ripetermi, perche' scrivendo offline non ricordo tutte le domande e non ho sottomano le cose gia' scritte.

innanzitutto vorrei chiarire che il latte di soia fatto artigianalmente (a mano o con la macchina) o quello comprato fresco dai cinesi sono inevitabilmente diversi dal latte di soia industriale prodotto e venduto qui in occidente: questo viene infatti spesso prodotto diluendo in acqua un preparato a base di farina di soia sgrassata (come questo per esempio) e viene inevitabilmente piu' denso e ricco in fibre/proteine -> pensate alla differenza che c'e' tra la spremuta di arance o di mele (anche industriale) e il succo di arance o mele ottenuto a partire dal concentrato!

inoltre la gran parte dei latti di soia in commercio e' quanto meno addizionata di sale e zucchero e/o dolcificanti e aromi vari. alcuni (sono sicura di alcune varianti di alpro o provamel) contengono addirittura gomma gellana o carragenina e/o un poco di olio vegetale per renderle piu' dense e simili al latte vaccino.

posto che il latte di soia fatto in casa non potra' eguagliare completamente quello industriale, ci sono un certo numero di precauzioni per far si che la soia venga lavorata in modo ottimale a livello hardware (-> cfr. il tutorial: fare un latte di soia base) e dei trucchi per modificare il gusto e la resa del latte a livello di ingredienti di base o di postproduzione :-)

per esempio:
  • per un latte piu' ricco
    provare ad aggiungere un cucchiaino d'olio vegetale (ie: olio di girasole spremuto a freddo per esempio) ai fagioli (raffreddando il latte fara' una specie di "panna" in cima, ma bastera' scuotere un poco);

  • per un latte piu' denso
    provare ad aggiungere un paio di cucchiai di fiocchi d'avena (o di avena in grani, ma a qst punto va anch'essa ammollata) ai fagioli ammollati (l'avena e' dolce, e l'amido che contiene addensa il latte); allo stesso modo si possono aggiungere un paio di cucchiai di fiocchi di riso o di riso integrale dolce (precedentemente ammollato). NB: visto che i cereali trattengono l'acqua, l'okara verra' piu' bagnata e andra' un pochino "spremuta" per far uscire tutto il latte.
    c'e' ci chi ci sbatte dentro un paio di datteri secchi e dice che viene fuori una meraviglia
    altri suggeriscono di aggiungere qualche cucchiaio di semi di lino o della lecitina di soia (?!?)

e, una volta fatto il latte:
  • aggiungere un pelo di zucchero (al latte caldo) o un poco di malto o melassa o sciroppo d'acero (al latte freddo, per evitare che questo coaguli) o un pelo di sciroppo di vaniglia di quello che si usa per i cocktail o il caffe' freddo

  • aggiungere un pizzichino di sale o una dose mini-omeopatica di salsa di soia (il risultato e' meno aberrante di quanto non sembri leggendolo)

c'e' infine da dire che modi o ricette variano un sacco anche a partire dal gusto o dalle esigenze personali, quindi la cosa migliore e' sperimentare.

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nel cut, sempre su richiesta, una piccola guida step-by-step per fare il latte di soia con la macchina


latte di soia, una guida passo passo

se il rapporto acqua e fagioli non e' corretto le proprieta' nutritive del fagiolo non si diluiscono nell'acqua e anche il tofu risultante non prende consistenza perche' nel latte non sono presenti abbastanza proteine. per rendere tutto un po' piu' complicato questo non accade solo se ci sono pochi fagioli rispetto all'acqua della brocca :-] infatti se ci sono troppi fagioli la macchina non li trita bene e il latte viene un po' leggerino.
per quanto mi dice l'esperienza, un misurino raso di fagioli secchi (circa 90 gr, 1/2 cup americano) una volta ammollato, e' piu' che sufficiente per un latte ricco di nutrienti; se ho intenzione di fare del tofu o dello yoghurt non supero il livello piu' basso di acqua.

anche se a causa della fretta o dell'impossibilita' di programmare le cose con anticipo molte delle persone che hanno la soyaqueen o equivalenti ormai usano solo il programma "per fagioli non ammollati" (trocken), io non sono una fan di questo metodo perche' il latte ottenuto e' meno nutriente, non rende bene per fare il tofu e perche' i fagioli piu' duri usurano piu' in fretta le lame della macchina.

le indicazioni che seguono valgono quindi per il procedimento "ammollato" (o vorgeweicht)

* I FAGIOLI DI SOIA VANNO AMMOLLATI IN ACQUA FRESCA *
i fagioli di soia secchi sono ancora rotondi, e vanno ammollati per circa 6-8 ore in estate e 8-12 ore in inverno; una volta ammollata, la soia assume una forma piu' oblunga e fagiolosa. se non si riescono a usare subito i fagioli ammollati e' meglio sciacquarli e conservarli in frigorifero per evitare che inizino il processo di germinazione o inizino a fermentare. fare un latte con fagioli dimenticati in ammollo per piu' di 15 ore raramente da' un risultato ottimale :-P

* I FAGIOLI AMMOLLATI VANNO SCIACQUATI *
e' necessario sciacquarli bene perche' alcune sostanze e alcuni enzimi che vengono rilasciati durante la fase di ammollo, oltre influenzare negativamente la riuscita del latte (ie: latte che "diventa gelatinoso" o si separa), non sono propriamente ottimali per la nutrizione umana (questo accade con tutti i legumi del resto). indicativamente i fagioli sono ben sciacquati quando agitandoli non si forma piu' "schiumina".
(se il latte di soia prodotto dalla macchina e' troppo schiumoso, e' probabile che i fagioli non si siano stati sciacquati bene. inoltre in qst caso la macchina non scalda bene perche' il sensore antischiuma continua a bloccare il processo di riscaldamento e il latte viene moscetto)

(opzionale) * MENTRE VENGONO SCIACQUATI I FAGIOLI POSSONO ESSERE "PELATI" *
volendo si possono togliere tutte o alcune delle pellicine dei fagioli; questo mitiga il sapore fagioloso del latte e rende piu' efficiente l'estrazione del latte ma nel contempo rimuove parte della fibra.
per farlo basta sommergere i fagioli e "smanazzarli" rotolandoli tra le dita mentre li si sciacqua sotto un filo sottilissimo di acqua corrente; le pellicine vengono a galla e se ne vanno via con l'acqua corrente (intasando il lavandino se non ci si e' premuniti a coprire lo scarico con l'apposito filtrino :-D)

(opzionale) * I FAGIOLI POSSONO ESSERE "PRESCALDATI" *
alcuni passano i fagioli al microonde (circa un minuto a massima potenza) o li precuociono al vapore (dai 5 min al quarto d'ora) per inibire ulteriormente gli enzimi e ottenere un latte piu' digeribile. io che sono pigra e non amo il microonde spero di ottenere lo stesso qualche risultato facendo l'ultimo risciacquo con una brocca di acqua bollente (e lasciandovi a scaldare i fagioli)


a questo punto i faglioli vanno messi nella macchina:
la soyaqueen tiene poco piu' di 2 misurini di fagioli ammollati (altre potrebbero tenerne di piu' o di meno), se si vuole "forzare" un pochino la quantita' di fagioli e' meglio tenere l'acqua al livello max per evitare che, non essendo sommersi, non vengano tritati bene. forzando troppo la macchina in termini di acqua e fagioli la macchina deve lavorare di piu' per scaldare il liquido e si corre il rischio che la pellicola che si deposita naturalmente sulla resistenza bruci e dia un saporaccio al latte.
per fare il tofu o lo yoghurt metto 2 misurini di fagioli ammollati e tengo l'acqua intorno alla tacca piu' bassa (ca 1100ml).

* PER UN LATTE PIU' RICCO *
se il latte viene fuori moscetto, si puo' allungare il ciclo di estrazione ripetendo il ciclo facendo raffreddare un poco e poi facendo partire il programma di riscaldamaneto aggiuntivo (HEIZEN): la macchina scalda ancora il liquido, e il latte ha modo di assorbire piu' sostanza dalla polpa di fagiolo.
alcuni fanno partire un nuovo ciclo, utilizzando fagioli nuovi e il latte di soia appena ottenuto al posto dell'acqua.

*PER UN LATTE PIU' LISCIO*
non dimentichiamoci di filtrare il latte appena ottenuto facendolo passare attraverso un colino fine (bastera' appoggiarlo all'imbuto mentre lo si versa nella bottiglia o nel barattolone); cosi' facendo si eviteranno i sedimenti di okara che si saranno involontariamente aggregati al latte


NB:
un buon motivo per cui il latte puo' venire male e/o lo yoghurt si separa e non coagula e' che la macchina non e' ben pulita:
controllare che il filtro sia ben libero e pulito (altrimenti i nutrienti del fagiolo rimangono concentrati nel filtro e non si disciolgono nell'acqua) e che non ci siano cadaveri di fagiolo dimenticati a marcire nel "buco di inserimento". ogni 3 o 4 volte che la uso, nel lavarla, riempio la brocca di acqua e amuchina e vi lascio i componenti in ammollo per un'oretta; se la macchina e' rimasta un po' di tempo inutilizzata prima di iniziare a fare il latte la sciacquo con acqua bollente per sterilizzare.

INOLTRE:
la qualita' dei fagioli e dell'acqua di partenza influisce molto sul risultato!
in fondo il latte non e' che acqua e fagiolo :-D
talvolta per esempio puo' capitare che i fagioli siano vecchi o "di una cattiva annata".

se l'acqua del rubinetto fa schifo, considerare l'opzione di usare acqua minerale naturale o munirsi di una brocca di filtraggio o un impianto di filtraggio/osmotizzazione. il sapore dell'acqua puo' inoltre essere migliorato bollendola e facendola poi raffreddare: le sostanze volatili evaporano e il calcare un poco si deposita.

post on request: la macchina per il latte di soia

mungere i vegetali con poca fatica

mi e' stato chiesto, in un commento a un post qui sotto, di spiegare cos'e' la macchina che munge la soia (nonche' riso, mandorle, avena, etc); lo faccio volentieri e cerco di farlo subito perche' ogni volta che mi riprometto di fare qcs per qualcuno poi capita che mi dimentico di farlo finche' ormai non serve piu' :-D
lo so, invece di wonderzdora dovrei chiamami smemozdora o disorganizdora o entropizdora ma visto che sono brava a fare propositi per l'anno nuovo ho deciso che quest'anno diventero' la maga del GTD. il fatto che io finora non sia mai riuscita a mantenere un proposito per piu' di un mese e che le mie bambole daruma rimangano con solo un occhio pittato a vita e' indicativo ma ininfluente ;-P

tornando on topic:
molta gente, per scelta etica o estetica o a causa di intollerenze alimentari, preferisce fare a meno del latte animale (vaccino o ovino che sia); il latte vegetale in commercio e' pero' spesso addizionato di zuccheri ed emulsionanti, e questo talvolta lo rende poco adatto a sostituire il latte vaccino in cucina ;-) chi ha provato a fare la besciamella con il latte di soia del super ha presente cosa vuol dire: hai voglia di aggiungere erbe e spezie, la besciamella rimarra' inesorabilmente dolce :-D
inoltre i latti vegetali sono significativamente piu' costosi :-/

piccolo angolo propagandistico
avete tutti sottoscritto la raccolta firme per ridurre al 4% l'aliquota dei latti vegetali, vero?
i latti vegetali hanno un aliquota iva del 20% contro quella del 4% di latte di mucca, burro, formaggi e latticini, ortaggi, legumi, frutta, cereali, basilico, rosmarino e salvia, olio, biscotti e prodotti della panetteria, pomodori, giornali, libri e periodici.
se siete di quelli che pensano che il latti vegetali siano un'inutile lusso pensate agli intolleranti e agli allergici... un giorno anche voi o vostro figlio potreste averne bisogno.

tornando nuovamente on topic, produrre latti vegetali in casa non e' difficile:
  • i cereali e i semi oleaginosi -dopo un eventuale ammollo- vanno semplicemente frullati in una determinata quantita' d'acqua che andra' poi filtrata per rimuovere i residui solidi;

  • la soia invece, come tutti i legumi, non va consumata cruda.
    affinche' diventino commestibili e nutrienti per il nostro organismo i fagioli andranno dunque prima ammollati e sciacquati bene, poi scaldati, frullati in acqua, fatti bollire e infine strizzati e filtrati.

la macchina per mungere la soia pero' ci risparmia questo lavoro e ci permette di avere a disposizione latte vegetale a una frazione del costo (un litro e mezzo di latte di soia costa fra i 15 e i 45 centesimi di euro), senza doverci perdere dietro le ore (ci mette circa 15-20 minuti) e senza invadere l'ambiente di tetrapak e imballaggi vari :-)

la macchina e' costituita da tre parti:
  1. la parte principale della macchina e' il "tappo", una specie di minipimer a quattro lame obeso e non smontabile da cui spuntano una resistenza elettrica (chi aveva il ferro per scaldare l'acqua per il the prima che inventassero le kettle elettriche sa cosa intendo) e un sensore che regola la temperatura e impedisce che il latte in ebollizione faccia schiuma e tracimi;

  2. al maxipimer si attacca un "colino" o "filtro contenitore" avvitabile di acciao inox finemente traforato che contiene i fagioli e impedisce che dopo la frullatura la purea/okara si mescoli al latte;

  3. il set "maxipimer e colino" si immerge poi in un enorme tazzona di acciao munita di apposito manico di plastica per non scottarsi.


il funzionamento e' semplice: si riempie il contenitore d'acqua (c'e' una tacca MIN a 1,3 litri e una MAX a 1,5 litri), si infila il blocco motore nella brocca, si inseriscono ca 100gr di fagioli dall'apposito pertugio, si attacca la presa, si sceglie la funzione e si accende la macchina. a questo punto la nostra mungitrice scaldera' l'acqua sino a circa 80 gradi centigradi, frullera' i semi di soia o i cereali vibrando senza preavviso, e infine fara' bollire il latte per qualche minuto e si metterea' a gridare "BIIIIIIIP! BIIIIIIIP! BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP!" per avvisare che il latte e' pronto :-)
a questo punto si potra' estrarre il blocco motore; nel "filtro contenitore" rimarra' la famigerata okara, mentre nella brocca ci sara' un litro e qualcosa di latte vegetale che potra' essere usato subito per fare il tofu o la ricotta di soia oppure versato in un recipiente adatto (magari precedentemente sterilizzato con un poco di acqua bollente), lasciato raffreddare e poi messo in frigo :-)

per il latte "da bere" le ricette consigliano di aggiungere un pizzichino di sale e un po' di dolcificante (malto, agave, sciroppo di zucchero, d'acero, alla vaniglia etc) e/o, per avere un latte piu' denso, di aggiungere ai fagioli uno o due cucchiai di riso o di avena.

il mio modello e' il piu' semplice ed economico che ho trovato e ha tre funzioni:
  1. "latte con faglioli ammollati", che e' la procedura consigliata sia per quanto riguarda il gusto che per sfuttare appieno le proprieta' nutritive della soia (taluni consigliano anche di sciacquare i fagioli con acqua bollente prima di metterli nella macchina)
  2. "latte con fagioli secchi", che prevede una maggiore cottura per eliminare gli enzimi molesti
  3. riscaldamento aggiuntivo

il latte che ne esce e' buono e lo posso fare piu' o meno concentrato variando la quantita' d'acqua; l'unico appunto che ho da fare e' che talvolta un po' di polpa rimane nel latte. e' comunque una quantita' trascurabile, e basta appoggiare un colino all'imbuto mentre lo si versa nella bottiglia :-)

per produrre il latte di mandorle e noci varie basta seguire la procedura 1) e spegnere la macchina subito la frullatura e prima dell'ebollizione finale.

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in commercio esistono diversi modelli, alcuni equivalenti, altri piu' complessi che hanno l'alimentazione nella base, il contenitore a thermos, programmi "a crudo" etc; alcuni possono essere usati anche per preparare zuppe ed omogenizzati.
se vi interessa comprare una macchina per fare il latte, oltre a fornire l'indirizzo del negoziante da cui l'ho comprata io, nel testo aggiuntivo qua sotto ho copiato e incollato un riassunto che avevo scritto qualche mese fa per gli happyvegan prima di scegliere quale macchina comprare

addendum:
io ho scelto la macchina piu' economica perche' non avevo la piu' pallida idea di come venisse il latte e non conoscevo *nessuno* che avesse provato un apparecchio analogo.
spendere 200 euro che non avevo per un elettrodomestico che non sapevo nemmeno se avrei davvero usato mi sembrava insulso.
a posteriori, considerato quanto la sto usando e quanto sono pigra, sto considerando la possibilita' di fare un upgrade e prendere un modello piu' semplice e veloce da pulire.


a parer mio nello scegliere una macchina bisogna considerare 5 variabili: il materiale, la capienza, la progammabilita', la facilita' di pulizia e di introduzione degli ingredienti.

la mia mungitrice l'ho presa su ebay da una venditrice tedesca chiamata led-lady che sta smaltendo delle rimanenze di magazzino e periodicamente ne mette qualcuna in vendita per un presso che oscilla tra i 50 e i 60 euro piu' spese postali. se non si ha la pazienza di aspettare un'asta, lo stesso modello puo' essere comprato da soyaqueen.de (qui la descrizione in inglese) per 119 euro.

in italia da naturalia e da i piccolissimi si trova il modello piccolo della marca vegan star a 179 euro piu' spese di spedizione; rimanendo nel mercato europeo si possono comprare delle macchine anche qui e qui. dal mercato americano, infine, segnalo sanlinx (soyajoy e soyapower) e soyquick. NB: le spese di spedizione dall'america sono altine (dai 30 euro in su) e c'e' sempre l'incognita pazza delle spese doganali, ma entrambe le case produttrici fanno periodicamente dei saldi o delle offerte speciali e talvolta le oscillazioni del dollaro permettono di fare un affare... basta ricordarsi di specificare che si vuole l'alimentazione a 220v e il cavo europeo :-)
al momento, col dollaro basso, dagli usa si ha una macchina per un centinaio di euri comprese le spese


la SOYA POWER viene recensita da scienza vegetariana
ha una capienza di UN LITRO e 1/2.
la particolare struttura a thermos permette un minore consumo elettrico.
e' quella che molti raccomandano e che avevo gia' postato qualche mail fa.
costa 119 $ ma la casa di produzione fa sconti sulle grandi quantita': $20 buying two, $45 buying three, and $90 buying six!
il kit tofu non e' incluso, ma si puo' prendere per 5$ extra la sola formina in plastica.
quello in legno, si puo' avere in un tofukit completo che comprende il cagliante per 24$

la stessa casa produuce il SOYJOY che e' il modello piu' vecchio e basic, ha la stessa capacita', ma puo' gestire una quantita' minore di fagioli o ingredienti secchi quindi e' meno adatto per latte di mandorle etc, e necessita qualche sbattimento in piu' per fare il latte "carico e ricco" necessario per joghurt
costa 89$, sconti: $20 buying two, $45 buying three, and $90 buying six!
per 20$ in piu' ha estensione garanzia di 2 anni e tofu kit completo

da quanto ho capito da recensioni online spedire una macchina dall'america all'europa costa ca 55$, non so se ci siano sconti sui grossi quantitativi.
c'e' pero' il rischio di pagare un 10% di tasse di importazione.

la bryanna clark grogan (ottimi libri di ricette vegan) consiglia la SOYQUICK
un litro e mezzo, mi sembra equivalente alle altre.
$99.95 ($119.95 con tofu kit e 2 extra anni garanzia)
si trova su amazon, quindi e' possibile che, con la gabola della posta lenta (non aerea) non si paghino le tasse (in quanto tecnicamente arriverebbe dalla germania)

quella del tofu kit tedesco e' SOYWONDER
costa 97 euro senza tofu kit e 107 con tofukit
ha una capienza di 2,2 litri (che non e' un dato ininfluente se si usa per fare il tofu: oggi ho fatto il tofu in casa e da un pentolone di latte sono venuti fuori due scacazzini grandi piu' o meno come un creme caramel) ma un corpo in plastica (si graffia) e il caricamento dal basso (impossibile aggiungere ingredienti durante la produzione)
bisogna scrivere per sapere se ci sono conti comitiva e per informarsi su spese di spedizione.

SOYAQUEEN
ha capienza di 1,3 litri.
ma pare che il suo vantaggio sia il filtro piu' fine e il fatto che abbia 4 lame invece di 2, cosi' macinerebbe la soia piu' fine, permettendo una migliore estrazione delle sostanze nutrienti.
costa 119 EURO, spedizione dalla germania a 17 euro, niente tasse.

ah. ho trovato anche SOYLOVE
costa 199$ e non e' poco.
ma oltre a fare il latte di soia, fa anche il tofu, le minestre tipo porridge e gli omogenizzati per i bimbi, ed e' dq comoda per i pigri :-P
25 agosto 2006

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chiacchericcio

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diete
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post on request: la zona demistified

sul perche' mi sono lasciata incuriosire e su cosa ne ho concluso

sempre su richiesta (quello sull'okara e' il prossimo in queue :-P) un altro post sulla zona in cui semplifico orrendamente quel poco che ho capito di una teoria su cui comunque ho letto solo poche e semplici cose fermandomi non appena sono usciti i primi paroloni.

la "zona" di cui si parla dovrebbe essere quella condizione di massima efficienza fisica e mentale che, secondo il medico che l'ha teorizzata, sarebbe correlata a una situazione di equilibrio ormonale; per mantenere tale il quale e' necessario che l'assimilazione di cibo sia distribuita correttamente nel corso della giornata per evitare picchi glicemici e fare in modo che vi sia un rapporto costante (40/30/30) fra le proteine, i carboidrati (privilegiando quelli ad assorbimento lento) e i grassi buoni (grassi monoinsaturi, noci, olive, sesamo etc)

(qui) la dieta a zona spiegata da una persona che forse da piccola ha visto un po' troppe puntate di "siamo fatti cosi'" :-D

e (qui) qualche stralcio che mi ha incuriosito, i principi della dieta a zona per i vegani e alcune conclusioni personali


la dieta a zona spiegata da una persona che forse da piccola ha visto un po' troppe puntate di "siamo fatti cosi'"
raccontano in un paese lontano che affinche' il reparto che si occupa di nutrire correttamente tutte le cellule del nostro corpo e di fornire loro maggiori energie nel caso bisogno extra funzioni e sia bene efficiente, sia necesario che due ormoni antagonisti - Ms Insulina e Mr Glucagone- siano presenti insieme, in giusta quantita' e facciano lavoro di squadra.

Insulina viene mandata dal pancreas quando viene rilevata un'ingestione di carboidrati, e si occupa di distribuire le energie in entrata alle cellule sottoforma di glucosio, di controllare che in ogni reparto vengano create miniscorte immediatamente accesibili in caso di fabbisogno extra, e in fine di reindirizzare il glucosio in eccesso al fegato, che su suo ordine le trasforma in grasso da mandare ai depositi centrali.

Glucagone invece viene chiamato in servizio dalle delegazioni di proteine e si occupa in primis di mantenere costante la quantita' di zuccheri presente nel sangue (glicemia): quando la quantita' di nutrienti disponibili scende sotto una certa soglia (in caso di fabbisogno extra o qualora fossero finiti prima del pasto successivo) lui manda un fax ai magazzini e dice loro di reintegrare le scorte trasformando un po' di grasso in energia utile; oltre a gestire l'uso delle scorte egli e' anche lo chef privato del centro direzionale, e si occupa personalmente di preparare del cibo che sia gradito alle cellule cerebrali.

sfortunatamente, pero', talvolta Insulina e' un poco isterica e, quando la stimoliamo troppo assimilando troppi carboidrati semplici di botto, va in ansia da prestazione e strilla si agita e non da pace al fegato finche' questo non ha fatto fuori tutti gli zuccheri e non li ha mandati ai depositi. nel suo delirio da stress capita spesso che Insulina si dimentichi che il suo compito e' anche quello di distribuire le pappe alle cellule (che dopo un po' iniziano a rendere meno) e, in un eccesso di zelo, faccia metter via in magazzino anche il nutrimento necessario alle routine in cosrso facendo cosi' scattare anche la modalita' di risparmio energetico.

gia' Glucagone fatica a lavorare in tutto questo trambusto, e il casino che si crea nell'ufficio gli impedisce talvolta di mandare il necessario al cervello causando il cosidetto APP (abbiocco post prandiale); ma il poveretto ha anche un altro problema perche' quando non riesce a mettere le pezza agli attacchi di nervi di Insulina e fallisce nel convincere i perplessi responsabili dei magazzini che devono subito rimettere in circolo delle scorte nonostante il fatto che Insulina continui ad inviare loro roba da stoccare, allora scatta l'allarme rosso ipoglicemico, e al reparto approvvigionamenti si convincono che i depositi abbiano gia' dato il dovuto, e per questo, per evitare il rischio (oggi improbaile) di finire coi magazzini vuoti, ordinano nuove forniture al FAME. richiedendo la spedizione veloce, per giunta.

risultato? noi siamo stanchi e rincoglioniti perche' le nostre cellule non sono state nutrite bene, abbiamo un attacco di ipoglicemia e quindi mangiamo di nuovo (magari scegliendo degli zuccheri cosi' li assimiliamo prima!) mentre gran parte diquello che abbiamo mangiato al pasto precendente e' stato molto probabilmente trasformato in grasso.

e' questo uno dei motivi per cui, secondo la favola, bisogna sempre mandare molte proteine e svegliare bene Glucagone, perche' quando il mister e' in forze da una bella regolata a Insulina e ne riduce lo sbroccaggio. la fiaba dice anche che dovremmo evitare di stimolare troppo i nervi della signorina Insulina e non mandarle troppo cibo e troppi zuccheri da gestire. pare anche che mandarli un poco alla volta o scegliere degli alimenti meno iperattivi ed esuberanti renda piu' semplice e meno stressante il suo lavoro.

pare infine che quando Glucagone e Insulina lavoran bene e vanno d'amore e d'accordo, tutto il resto del corpo sia piu' contento ed efficiente e possa adempiere meglio ai suoi mille compiti e doveri e vivere felice e contento


se questo poi sia vero lo ignoro: i detrattori dicono che e' semplicemenete una favoletta falsa ma verosimile che funziona solo perche' seguire i suoi precetti rende difficile abbuffarsi.



segue comunque qualche dettaglio "adulto" in piu' e qualche informazione sulla dieta a zona per vegetariani e vegani


  1. PRO: in teoria sembra una dieta fondamentalmente equilibrata
    l'equilibrio ormonale che caratterizza "la zona" ottimale ha come conditio sine qua non una dieta che garantisca un equilibrato rapporto tra i macro-nutrienti di base e poi lo mantenga costante distribuendone l'assimilazione nel corso della giornata; ogni pasto o spuntino che facciamo deve avere una parte di carboidrati (il 40% dellÂ’apporto calorico) , una parte di proteine (il 30%), una parte di grassi (il 30%).

  2. PRO: e' una dieta spanno-e-occhiometrica
    niente bilancino e niente calcolatrice per le calorie, perche' quello che importa e' il giusto equilibrio tra "blocchetti" di nutrienti
    If you are too busy to measure and weigh all of your food or hate the idea of reading all of those labels, you can "eyeball" what you eat to keep the right quantity and proportion. The amount of protein that fits in the palm of your hand is usually about 4 ounces or the size of a deck of playing cards. If you're eating nonstarchy, high-fiber cartes, your portion will be about twice the size of the protein portion. If you're eating starchy cartes, make the carbohydrate portion the same size as the protein portion. If you plan to have some dessert or wine, cut back on your other carbohydrates. [..] If your protein source is low in fat, get the rest of the fat you need to balance the meal by adding some salad dressing to a side salad or eating a few nuts or olives, If your protein source is low in fat, avoid addding more.

    il numero di blocchetti totali necessari viene calcolato considerando le caratteristiche fisiche e la quantita' di attivita' fisica e mentale svolta

  3. PRO: e' una dieta basata su "linee guida" e non su rigidi divieti
    non e' infatti una dieta proibizionista di quelle che "niente grassi! niente pasta! niente di niente! MAI!"; sears non pretende che la sua dieta venga seguita pedissequamente , anzi, gia' considera piu' che efficiente un'adesione del 75% al programma. in un altro articolo inoltre spiega che:
    If you crave junk, try to eat a high-protein snack along with the junk. For example, if you desperately need a Snickers bar, eat it. Soon afterwards, eat four ounces of sliced turkey. That way, you're balancing the carbohydrates in the candy with protein. The Zone is low-guilt: you make the best choices you can, and correct your mistakes when you make them.


inoltre:

  1. PRO: e' una dieta sviluppata da un medico nutrizionista apparentemente obiettivo e veg*an-friendly e contempla gia' una variante senza carne e senza derivati animali
    il dottor sears analizza con apparente obiettivita' quelli che lui considera i pro e i contro delle diete vegetariane e vegane.
    secondo la sua teoria, i veg*ani dovrebbero incrementare il consumo di alimenti il cui contenuto proteico non sia accompagnato da una elevata quantita' di amidi: una dieta vegetariana non equilibrata apporterebbe infatti una quantita' eccessiva di carboidrati, i quali innalzerebbero troppo veleocemente il tasso glicemico causando di riflesso eccessivi picchi di insulina. la conseguenza di questi picchi sarebbe un improvviso calo degli zuccheri immediatamente disponibili, che porterebbe con se' un diffuso senso di affaticamnto, l'accumulo di grasso, e la frequente sensazione di dover ripristinare il tasso glicemico intruducendo nuovi carboidrati
    If you're a vegetarian [...]and you keep weight on or are constantly fatigued you just have to make some simple adjustments, such as adding soy protein to your diet and reducing your intake of grains. The problem with traditional vegetarian diets is that they rely heavily on grains and starches, with relatively little protein. These diets are hormonally unbalanced because they contain huge amounts of carbs and [...] a diet based almost solely on carbs causes insulin levels to soar, which in turn causes blood sugar levels to drop quickly. As a result, many vegetarians find themselves feeling sluggish and always searching for more food (primarily more carbohydrates to temporarily restore blood sugar levels). The insidious long-term consequence of a grain-based vegetarian diet is the constant elevation of insulin levels. In this vicious cycle, they may find themselves gaining weight and never feeling fully energized.


la principale innovazione che la dieta a zona introdurrebbe in una normale dieta veg*ana e' pero' il modo di classificare i cibi: come vegetariani siamo infatti abituati a dare molto spazio ai cereali, e al loro abbinamento con i legumi -considerati come alimento proteico- per ottenere tutti gli aminoacidi necessari. per sears invece i legumi, pur contenendo proteine, vanno considerati soprattutto come fonte di carboidrati: basare il proprio apporto di proteine sulla combo cereali/legumi, porterebbe facilmente ad assumere una quantita' di amidi eccessiva rispetto alla quantita' di proteine.
in quest'ottica e' facile capire come mai la soia (le cui proteine, oltre a essere autosufficenti, sono preponderanti rispetto ai carboidrati) assuma un ruolo predominante.
One of the biggest adjustments vegetarians will have to make on a Zone-type diet is rethinking the place of beans, legumes, nuts and nut butters, traditional vegetarian sources of plant protein. In a Zone-friendly diet, beans and legumes count as carbohydrates, not as protein, while nuts and nut butters count as fats. [...] Although beans contain protein, they also contain a tremendous amount of carbohydrate, and your carte to protein ratio is thrown out of balance if you try to consume beans as a primary protein source," says Sears. Nuts also contain protein, but the fat content overwhelms it, making them undesirable as a main source of protein (yet suitable as a source of fats)


da quello che ho capito da quel poco che ho letto, infine, fra quelli che sears considera carboidrati (frutta, verdura, cereali e legumi) sears privilegia quelli con un minore indice glicemico, ossia quelli che vengono assorbiti piu' lentamente/gradualmente dall'organismo e non incrementano troppo velocemente il tasso di zuccheri del sangue (frutta e verdura non amidacea e ricca di fibre e in primis, e poi, fra i cereali e i legumi, avena orzo e lenticchie)

  1. CONTRO: la dieta a zona e' un po' troppo una crociata contro gli alimenti amidacei
    trovo interessante (ma vecchio come il cucco) il principio di suddividere le calorie fra proteine, carboidrati e grassi e la motovazione che cerca di addure. e , soprattutto in un contesto americano, comprendo l'enfasi che mette nel suggerire un minor consumo di pane, patate, dolci e zuccheri ed altri alimenti dall'elevato indice glicemico. cio' nonostante ma non mi convince PER NIENTE quando afferma che una verdura come il broccolo o il rapanello sia una fonte sufficiente di carboidrati o stigmatizza l'anguria il melone e la carota come troppo zuccherini.


valutazioni finali
da considerare in alcune sue conclusioni ma senza farsi prendere dalla cerealofobia e dalla patatofobia.

cercare comunque di scegliere alimenti che abbiano tempi di assimilazione diversi per non causare picchi glicemici e vedere se questo davvero influsce sulla forma fisica, sulla concentrazione e sulla produttivita'
25 agosto 2006

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chiacchericcio

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diete
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post on request: il muffin, il trasloco e la zona

e' stata la dieta o il moto o entrambi?

un giorno X di quest'estate stavo leggendo raggomitolata sul divano quando intravidi della roba bianca, molliccia e tutta gibbosa protrudere tra la mia maglietta e i miei pantaloni a vita bassa. "UH?!?" mi dissi, e guardai un po' meglio per capire cosa fosse. ovviamente era ciccia. o peggio: cellulite organizzata a pallotti di un cm e 1/2 di diametro.

appena possibile presi delle misure empiriche: secondo la bilancia ero piu' o meno all'apice della mia normale range di peso, ma ancora nella mia media. certo, alla prova del metro da sarta ero un bel po' piu' larga del solito, e se entravo senza eccessiva fatica nei vestiti era solo perche' la parte morbida gentilmente si faceva da parte e sgusciava fuori per stare piu' comoda :-D

ma il flaccidume era quasi sicuramente dovuto carenza di moto e... non mi era forse provvidenzialmente capitato un trasloco da fare? :-D
cosa c'era di meglio di un po' di "solleva-sposta-imballa-e-ammassa scatoloni e poi trasportali su e giu' per le scale tra due casa senza ascensore" per rimettermi un po' in sesto e combattere l'effetto muffin? :-D

decisi quindi di decidere che un asciugamano sui fianchi e un grosso NO PANIC lampeggiante, insieme a un poco di moto in piu' e un poco di pasta in meno, fossero una reazione ben piu' piu' che sufficiente a un si misero problema :^)

traslocai, feci delle passeggiate in montagna e salii e scesi le scale piu' volte al giorno per innaffiare le piante del cortile e quelle dei vicini in vacanza, e quindi un poco di moto in piu' lo feci.

e poi mi capito' di buttare l'occhio su un articolo che sulle prime mi lascio' perplessa: la dieta a zona con la soia? che era? la nuova moda? stavo per schiacciare la piccola [X] in alto a destra e chiudere la finestra quando, per chissa' qualce strano impulso, decisi che forse non si trattava della solita dieta cazzona che se mangi minestrone alle banane lesse e rinunci a pasta e grassi per una settimana perdi 10 kg che poi riprendi in due giorni. forse.


"SO WHAT?" direbbe qualcuno che conosco


pur senza seguire le strategie e le metodologie specifiche delle dieta a zona ufficiale, ho provato a fare un po' di fine-tuning sulla mia normale alimentazione giornaliera
  • abbassando di una tacca la quantita' di alimenti amidacei (pur continuando a mangiarne piu' di quanto essa suggerisse)
  • incrementando di poco la quantita' di frutta e verdura (cosa che del resto stavo gia' facendo per la storia del 5 a day)
  • aumentando di molto la quantita' proteine ingerite e facendo molta attenzione a includerle in ogni pasto

    uno dei cardini della dieta a zona e' l'affermazione che "non basta che nel corso della giornata si mangino X proteine Y carboidrati e Z grassi" ma e' necessario che la ratio di carboidrati, proteine e grassi sia costante in ogni pasto e spuntino, e quindi -e questa e' stata la piu' forse la piu' complicate delle modifiche zonanti- ho cercato di fare in modo che ogni porzione o concessione zuccherina o "amidacea" fosse sempre accompagnata da una controparte proteica; questo alla fine ha significato infilare tofu fresco, striscioline di tofu secco, seitan, yoghurt di soia, soyappine, creme di legumi etc dappertutto pure-nell'insalata-e-nel-dessert

  • e in generale cercando di combinare ingredienti con diversi tempi di assorbimento per evitare picchi glicemici immediati e cali di zuccheri successivi


"SO WHAT?" ripeterebbe qualcuno che conosco "e il RISULTATO?!"

innanzitutto un'unica ma GROSSA conseguenza/coincidenza negativa e' stata che le zanzare, che da quando sono vegan mi hanno sempre pressoche' snobbato, hanno preso a considerarmi una vera delicatessen (le zanzare non amano dunque i vegani solo perche' mangiano meno proteine? o di questa stagione a milano sono talmente morte di fame che 'ndo cojo cojo?)

e poi, ma forse la zona non c'entra niente, forse e' stato quel poco di moto, forse ho solo mangiato meno perche' dovevo effettivamente pensare ogni volta a cosa mangiare, forse quei carboidrati in meno erano gia' di per se' la soluzione...

fattosta' che come previsto e "promesso" dalla dieta, senza nessun eclatante sacrificio e mangiando i miei soliti 2 piatti colmi per pasto + spuntini, ho perso 6 kg e una decina di cm di circonferenza in poco piu' di 10gg, ho fatto una quantita inenarrabile di plin plin, la mia megacellulite a bolle di sapone e' tornata a essere normale e fisiologica cellulitina a grana medio/fine (ergo presumo che quei kg in piu' fossero in gran parte litri d'acqua stagnante intrappolati tra le cicce) e in effetti ho davvero meno craving (da cibo e da sigarette) e meno crolli ipoglicemici improvvisi.

eppoi YEPPA! erano anni che non ero cosi' piatta/asciutta :-D

volendo continuare a "zonare" un poco la mia solita dieta, a questo punto, dovrebbe accadere che, raggiunto il peso forma, il corpo smetta di dimagrire e si assesti su un livello costante e corretto ormoni che dovrebbe aiutarmi a essere piu' sveglia, brillante, energetica e reattiva. e pure a dormire meglio e meno, dicono, anche se trovare marito pare che non sia incluso nel pacchetto :-P

ora vediamo se dura o se tra due settimane, passato l'hype, torna tutto come prima :-]